Mutilazioni genitali: Italia, por fine a questa pratica in tutto il mondo

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NEW YORK, 5 FEBBRAIO – In vista della Giornata Internazionale per la tolleranza zero delle mutilazioni genitali femminili, l’Italia conferma il suo impegno per la protezione della dignita’ e l’integrita’ della donna e per porre fine a questa pratica in tutto il mondo. Lo ribadisce su Twitter la Rappresentanza Permanente alle Nazioni Unite di New York.

Le Nazioni Unite hanno chiesto la collaborazione a tutti i livelli, e in tutti i settori della società, per proteggere milioni di ragazze e donne a rischio di mutilazioni genitali ogni anno.  La necessità è ancora più pressante dato che la pandemia da coronavirus fa chiudere le scuole e interrompe i programmi che aiutano a proteggere le ragazze da questa pratica dannosa.

In un messaggio in occasione della Giornata, il segretario generale António Guterres ha sottolineato che lavorando insieme, “potremo eliminare le mutilazioni genitali femminili entro il 2030”, con un effetto positivo sulla salute, l’istruzione e il progresso economico delle ragazze e delle donne.

Secondo UNICEF e UNFPA, nei prossimi dieci anni potrebbero verificarsi 2 milioni di casi in più di mutilazioni genitali femminili alla luce del Covid. “Dobbiamo agire adesso per fare in modo che non accada”, hanno affermato, in una nota congiunta, la Direttore Generale dell’Unicef Henrietta Fore e la collega dell’Unfpa Natalia Kanem.
“Dobbiamo unirci. Porre fine alle mutilazioni genitali femminili richiede collaborazione fra un ampio gruppo di attori interessati, ovvero: decisori politici globali, regionali, nazionali e locali; società civile, dai piccoli movimenti locali e gruppi per i diritti delle donne alle organizzazioni non governative internazionali; agenti di cambiamento, dagli insegnanti e gli operatori sanitari ai leader religiosi e gli anziani locali; così come forze dell’ordine e funzionari giudiziari. Anche gli uomini e i ragazzi hanno un ruolo cruciale. Insieme, amplifichiamo anche le voci potenti e persuasive delle sopravvissute che stanno sempre più guidando cambiamenti trasformativi nelle loro comunità”.

Secondo le due agenzie Onu i progressi devono aumentare di dieci volte per raggiungere il target globale di eliminare la pratica entro il 2030. Questo richiederà circa 2,4 miliardi nei prossimi 10 anni, che corrisponde a meno di 100 dollari per ragazza”. (@OnuItalia)