7 Maggio 2021
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Myanmar: Cornado a Consiglio Onu Ginevra, ‘Torni lo stato di diritto’

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GINEVRA, 12 FEBBRAIO – Il Consiglio Diritti Umani dell’Onu ha convocato una Sessione Speciale sul tema delle ”Implicazioni sui diritti umani della crisi in Myanmar”, rispondendo a una richiesta urgente formulata congiuntamente da Regno Unito e Unione Europea, sostenuta da altri 45 Stati.
”L’Italia condanna fermamente il colpo di stato militare in Myanmar, poichè esso ha ribaltato la volontà elettorale dei cittadini”, ha dichiarato l’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali di Ginevra, in qualità di membro del Consiglio Diritti Umani: ”Il regime militare deve, immediatamente e incondizionatamente, liberare il Presidente della Repubblica, il Consigliere di Stato e tutti coloro che sono stati ingiustamente arrestati e detenuti”, ha dichiarato.
Gianlorenzo Cornado

In linea con la posizione dell’Unione Europea,Roma ha chiesto ai militari di rispettare i principi di democrazia, stato di diritto e buon governo, garantendo il rispetto e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

L’Ambasciatore Cornado ha ricordato che ”l’Italia è da sempre impegnata a sostenere la transizione democratica del Myanmar e il processo di riconciliazione nazionale….per questo motivo chiediamo ai partner regionali e internazionali di lavorare insieme alla ricerca di una soluzione rapida e siamo pronti a fare la nostra parte”, ha concluso.

Consiglio chiede rilascio di Aung San Suu Kyi

Il Consiglio  dei Diritti Umani ha adottato una risoluzione che chiede “il rilascio
immediato e incondizionato di tutte le persone detenute arbitrariamente, compresi la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi ed il presidente Win Myint” e la revoca dello stato di emergenza. Il testo, approvato senza ricorrere al voto dei 47 paesi
membri del Consiglio, deplora la destituzione del governo e la sospensione dei mandati dei membri di tutti i parlamenti, chiede il ripristino del governo eletto ed esprime “profonda preoccupazione” per la dichiarazione dello stato di emergenza da parte dei militari, il primo febbraio scorso. Rispetto ad una prima versione, il testo della risoluzione promossa dall’Ue ed il Regno Unito, è stato mitigato nel corso dei negoziati che hanno preceduto il voto ed ha potuto essere approvato per
consenso, anche se dopo l’approvazione Cina e Russia si sono oralmente dissociati.

La risoluzione del Consiglio non fa cenno a sanzioni, ma invita fermamente le “forze armate e le altre forze e autorità di sicurezza del Myanmar” a prendere immediatamente provvedimenti per proteggere i diritti e le libertà fondamentali. Chiede inoltre un accesso umanitario sicuro ed invita le autorità del Paese a impegnarsi e cooperare con i meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Per il discorso completo dell’ambasciatore Cornado cliccare qui. (@OnuItalia)