Myanmar; Onu, ‘Sconvolti per l’escalation delle violenze, finora almeno 149 morti’

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Antonio Guterres

NEW YORK, 17 MARZO – Le Nazioni Unite si sono dette ”sconvolte per l’escalation di violenza nel Myanmar”, dove aumentano i manifestanti uccisi durante le proteste dopo il golpe del primo febbraio. Dopo il colpo di Stato infatti non si sono fermate le proteste e gli scontri fra forze dell’ordine e manifestanti anti-giunta militare. Secondo le stime dell’Onu, il bilancio di un mese e mezzo di disordini è di “almeno” 149 morti, tra loro anche donne e bambini. Di questi, almeno 11 sono stati uccisi lunedì e 57 durante il fine settimana.

“Ci sono molte altre segnalazioni di ulteriori uccisioni che non siamo stati ancora in grado di confermare”, ha detto Ravina Shamdasani dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani. Oltre 2000 persone sono ancora arbitrariamente detenute. Sono stati arrestati sinora 37 giornalisti di cui 19 sono ancora in carcere. Secondo le informazioni dell’Onu, nelle ultime settimane si sono verificati almeno cinque decessi in detenzione e almeno su due corpi sono stati trovati segni di gravi abusi fisici che indicano che sono stati torturati.  Intanto, il blocco delle connessioni internet in tutto il Paese ha impedito all’ex premier, la settantacinquenne Aung San Suu Kyi, di apparire all’udienza del suo processo, previsto in videoconferenza. Il suo avvocato Khin Maung Zaw ha spiegato che l’appuntamento è stato rinviato al 24 marzo.

L’esercito del Myanmar ha anche arrestato un funzionario di Open Society Myanmar, una fondazione legata al filantropo miliardario George Soros e ha detto che le truppe stanno cercando altri 11 dipendenti sospettati di aver dato fondi agli oppositori del colpo di stato. Il World Food Programme, intanto, ha lanciato l’allarme sul drastico aumento dei prezzi di cibo e benzina dopo il golpe, sostenendo che potrebbe aggravare la situazione delle fasce deboli della popolazione.

Il segretario generale dell‘Onu, Antonio Guterres, si è definito “sgomento per l’escalation della violenza per mano dei militari. L’uccisione dei manifestanti, gli arresti arbitrari e la denunciata tortura dei prigionieri violano i diritti umani fondamentali e si oppongono chiaramente alle richieste di moderazione, dialogo e ritorno al percorso democratico del paese fatte dal Consiglio di Sicurezza“. Inoltre Guterres ha esortato la comunità internazionale a lavorare per porre fine alla violenza.