Dopo Covid: l’Europa presenta ‘Next generation Eu’, per guardare alla ripresa

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La Commissione europea

ROMA, 10 GIUGNO – L’Europa pensa al dopo Covid: la Commissione Ue ha infatti presentato l’European Recovery Instrument da 750 miliardi di euro, denominato ‘Next Generation EU’, e la revisione del prossimo Multiannual Financial Framework 2021-2027. Il nuovo strumento concepito per la ripresa dall’impatto della pandemia, rileva Info Cooperazione contiene anche una componente dedicata ai paesi partner. Complessivamente la parte del futuro MFF 2021-2027 che finanzia l’assistenza esterna della UE avrà una dotazione di 102,75 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno 15,5 miliardi provenienti dal New Generation EU che si affiancherà fino al dicembre 2024 in maniera complementare a quelli già previsti dal bilancio pluriennale.

Il 60% dei fondi deve essere impegnato entro il 2022, il resto entro il 2024, e al di là della formula della Commissione, che ha indicato che saranno finanziati programmi atti a promuovere una crescita economica sostenibile ed inclusiva, manca un’informazione concreta su come e cosa sarà finanziato, essendo la programmazione ancora tutta da scrivere. In base alla tabella di marcia della Commissione la nuova proposta presentata a maggio deve essere approvata entro luglio e la prima occasione di discussione tra i vertici dei paesi UE sarà il Consiglio del 19 giugno. Se il Consiglio rispetterà i tempi potrà partire il tavolo di lavoro a tre con il Parlamento Europeo e la Commissione Europea, da chiudere entro novembre per approvare entro dicembre il nuovo MFF 2021-2027, consentendo che entri in vigore al 1° gennaio 2021. In parallelo al dialogo a tre si muoverà il lavoro legato alla programmazione dei nuovi strumenti, da scrivere ed approvare, che si stima potrebbe chiudersi per aprile 2021.

Un piano di lavoro serrato che parte in salita tra lo scetticismo dei cosiddetti ‘paesi frugali’ (Olanda, Austria, Danimarca e Svezia) e le critiche ungheresi. Ma dal mese di luglio inizierà il semestre di presidenza tedesco e la Germania farà il possibile per avere il merito del raggiunto accordo. E’ su questi tavoli – rileva InfoCooperazione – che si gioca il futuro di una buona parte dell’aiuto pubblico allo sviluppo che vede l’Europa donatore leader a livello globale.