Ocse: su emissioni serve ‘tassa grande e grossa’. Italia riformi PA e sistemi istruzione

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ROMA 14 APRILE – ”Ci serve una tassa grande e grossa” (a big fat tax), da imporre sulle emissioni di CO2: è il parere del segretario generale uscente dell’Ocse, Angel Gurria, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto Going for Gorwth, svolta in modalità virtuale assieme al ministro italiano dell’Economia Daniele Franco.
”I paesi del G20 sono responsabili dell’80% delle emissioni globali ha piegato Gurria – Ebbene l’81% di queste emissioni sono prezzate sotto i 60 euro per tonnellata, che è il livello che avremmo dovuto raggiungere nel 2021 per intervenire sui danni al clima ed essere in linea con obiettivi dell’accordo di Parigi. Peggio ancora, molte emissioni sono non solo prezzate sotto 60 euro la tonnellate ma sotto i 30 euro e questo la dice lunga su quanto siamo fuori strada”.

Angel Gurria

Nel giorno della presentazione del rapporto Going for Gorwth, l’Ocse ha anche esaminato il caso italiano sostenendo che la “priorità essenziale” per favorire la ripresa dell’Italia è rappresentata dalla “promozione dell’efficienza della pubblica amministrazione, principalmente nell’ottica di migliorare la gestione degli investimenti pubblici e rendere, al contempo, più efficaci l’assegnazione e il coordinamento dei compiti di attuazione delle varie politiche tra i diversi livelli di governo. Passaggi chiave, questi ultimi, per un efficace utilizzo dei fondi del Recovery Fund e per la piena realizzazione dei vantaggi attesi dalle previste riforme strutturali”. Nella scheda sull’Italia  Ocse aggiunge che “la crisi rischia di far calare ulteriormente i tassi di occupazione, già bassi, e di rafforzare le diseguaglianze, soprattutto per chi ha uno scarso livello di competenze e un basso livello di formazione continua”.”Un’offerta efficace di istruzione, servizi pubblici di promozione dell’impiego e politiche di attivazione servizi in materia di istruzione, possono contribuire a mitigare i divari tra domanda e offerta di competenze e lavoro, in particolar modo per i giovani e per i lavoratori più vulnerabili”, suggerisce l’Ocse.