OIM denuncia, centinaia di migranti riportati in detenzione arbitraria in Libia

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ROMA, 3 LUGLIO – “Ribadiamo che il sistema di detenzione arbitraria in Libia deve essere smantellato”: lo ha scritto l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sul proprio account Twitter, commentando le notizie degli ultimi giorni secondo le quali centinaia di migranti sarebbero stato intercettati nel Mediterraneo e riportati in Libia, dove le condizioni di detenzione restano infernali.

Secondo quanto scrive l’Ansa, in sette giorni, dal 23 al 29 giugno, sono stati 618 i migranti “intercettati in mare e riportati in Libia”. L’Oim aggiunge che la cifra fa salire a 5.475 il numero di migranti riportati in Libia quest’anno, per la maggior parte uomini (4.826), ma anche donne (402) e minori (247) di cui 74 sono bambine. Ad arrivare in Italia sono stati in 260. In questi primi sei mesi dell’anno gli annegamenti avvenuti sulla “rotta mediterranea centrale”, quella che dalla Libia porta all’Italia, sono stati 98 e 149 le persone disperse, ha registrato ancora l’agenzia delle Nazioni unite.

Solo ieri quasi 200 migranti sono stati riportati in Libia dalla Guardia costiera libica. Stando all’Oim, 174 migranti, tra cui 16 donne e 19 bambini, sono stati fatti sbarcare a Tripoli, mentre altri 23 sono stati riportati a Zawiya,  50 chilometri a Ovest della capitale. I migranti sono stati portati nei centri di detenzione libici. La portavoce dell’Oim, Safa Msehli, ha ricordato che “molte persone risultano scomparse dopo essere stati portati nei centri di detenzione”.