Omotransofobia: giornata mondiale; Italia, no alle intolleranze

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ROMA, 17 MAGGIO – A partire dal capo dello Stato Sergio Mattarella l’Italia dice no alle omofobie e ribadisce il suo forte impegno a rispettare, proteggere e promuovere il pieno ed eguale godimento dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), affinché il diritto di ogni individuo di essere sé stesso e di amare chi vuole sia garantito sempre e ovunque.

Oggi più che mai bisogna “ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di
intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, ha detto Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOT). Il presidente della Repubblica non ha citato nel suo messaggio il Ddl Zan contro l’omotransfobia che da settimane sta spaccando la maggioranza di governo, mentre in tutto il mondo, e sempre di piu’ a causa della pandemia, continuano a verificarsi fenomeni di violenza, esclusione e discriminazione a causa dell’orientamento sessuale reale o percepito, dell’identità di genere o delle caratteristiche sessuali. “È fondamentale che leggi, politiche e pratiche discriminatorie, inclusa la criminalizzazione delle relazioni consenzienti fra persone dello stesso sesso, siano combattute ovunque nel mondo”, ha lanciato un monito il Ministero degli Esteri.

L’Italia prosegue nei suoi sforzi per garantire il pieno ed equo godimento dei diritti umani delle persone LGBTI, insieme ai partner dell’Unione europea, che ha posto tale tema al centro del piano d’azione dell’UE sui diritti umani e la democrazia (2020-2024) e ha recentemente adottato la prima strategia per l’uguaglianza LGBTIQ 2020-2025, nonché nell’ambito di numerose coalizioni internazionali, come la Equal Rights Coalition.

Intanto dal mondo LGBT emergono dati allarmanti: nell’ultimo anno, durante il periodo
covid, i ricatti e le minacce subiti dalle persone LGBT sono passati dall’11% al 28%; i casi di mobbing e discriminazioni sul lavoro dal 3% sono aumentati fino al 15%, spiega Gay Help Line. “Le persone LGBTIQ+ nel mondo sono bersagliate dalla discriminazione semplicemente a causa di ciò che sono. Il COVID-19 sta esacerbando la situazione”, ha detto il segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres: “Le Nazioni Unite sostengono la dignità umana e i diritti di tutti, incluse le persone LGBTIQ+. Lavoriamo insieme per un mondo inclusivo dove ognuno possa vivere libero e uguale in dignità e diritti, indipendentemente da chi siano, dove vivano o chi amino”. (@OnuItalia)