Otto italiani su aereo Ethiopian precipitato: Paolo Dieci, volontari onlus; archeologo Tusa andava per progetto UNESCO

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ADDIS ABEBA, 10 MARZO – Tragico incidente aereo in Etiopia: un Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines è precipitato dopo il decollo da Addis Abeba mentre era diretto a Nairobi: nessun superstite tra le 157 persone di oltre 30 nazionalità a bordo (149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio). Tra le vittime, anche 8 italiani, tra cui Paolo Dieci, presidente della rete di Ong Link 2007, e l’assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione. Tusa era diretto in Kenya, per un progetto dell’Unesco. Si trovavano sul Boeing anche Pilar Buzzetti, da tre anni al WFP, Virginia Chimenti, funzionaria consulente Budget Officer del WFP, Rosemary Mumbi e tre volontari della onlus bergamasca Africa Tremila: il medico Carlo Spini, con la moglie Gabriella Vigiani e il tesoriere della Ong Matteo Ravasio stavano recandosi in Sud Sudan dove stanno costruendo un ospedale.

“Cordoglio per la tragedia aerea di poche ore fa in #Etiopia. Fra le numerose vittime anche cooperanti italiani come Paolo Dieci, presidente di Cisp e partner di Unicef in Kenya, Libano e Algeria”, scrive su Twitter UNICEF Italia. Paolo Dieci, autore di diversi saggi sul ruolo degli aiuti internazionali in contesti di crisi, aveva vissuto e lavorato più di 5 anni in Africa e condotto missioni di assistenza tecnica e valutazione in più di 20 paesi africani, medio orientali, europei e latino americani.

Oltre a italiani, britannici, etiopi e kenioti, tra le vittime dell’aereo ci sono anche 18 canadesi, otto ciascuno da Cina e Stati Uniti, sette ciascuno da Francia e Gran Bretagna, sei dall’Egitto, cinque dall’Olanda e quattro dall’India e dalla Slovacchia. Ci sono poi 3 austriaci, 3 svedesi, 3 russi, 2 spagnoli e 2 polacchi, uno rispettivamente da Belgio, Norvegia e Serbia. Tra i morti anche 32 keniani e nove etiopi, vittime marocchine, israeliane e da Indonesia, Somalia, Togo, Mozambico, Ruanda, Sudan, Uganda e Yemen. Quattro delle persone a bordo si erano registrate sul volo con un passaporto delle Nazioni Unite e le loro nazionalità non sono state rese pubbliche al momento. A Nairobi, il luogo di arrivo del volo, e’ in programma da domani la quarta sessione della Assemblea dell’ONU per l’ambiente sul tema “Innovative solutions for environmental challenges and sustainable consumption and production”. Attesi, tra gli oltre 4000 partecipanti, il presidente francese Emmanuel Macron e il Segretario Generale Antonio Guterres.

Tusa a sua volta era diretto a Malindi, in Kenia, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo.  L’Unesco aveva espresso interesse a fare campo a Malindi per farne il centro di interesse storico e di recupero delle tradizioni e della cultura di tutto il Kenya e l’archeologo italiano era stato chiamato proprio in virtù della sua competenza nel settore dell’archeologia marina. Le ricerche di Tusa e del suo staff, di concerto con il direttore del Museo Nazionale di Malindi Caesar Bita, avevano evidenziato grosse potenzialità nell’ambito dei ritrovamenti sotto la superficie dell’oceano indiano, al largo di Malindi. (@OnuItalia)