Paciolla: ONU, piena collaborazione con Italia e Colombia

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NEW YORK, 3 AGOSTO – Le Nazioni Unite stanno cooperando al cento p[er cento con le autorità colombiane incaricate di determinare la causa della morte del cooperante Onu Mario Paciolla. “Stiamo fornendo tutte le informazioni e l’appoggio necessario sia da parte della nostra Missione di Verifica in Colombia che dal quartier generale di New York”, ha detto il
portavoce dell’Onu, Farhan Haq, rispondendo a una domanda durante
il briefing di oggi.

Haq ha aggiunto che il Segretariato è rimasto in stretto contatto con il governo italiano sia attraverso l’ambasciata di Bogota’ che con la Rappresentanza Permanente a New York: “Abbiamo assicurato al governo italiano la cooperazione dell’Onu con ogni richiesta scaturita da indagini intraprese dall’Italia e intendiamo che questa collaborazione continui”.

Mario Carmine Paciolla, 33 anni, napoletano, collaborava con le Nazione Unite in Colombia per un progetto di pacificazione interna tra governo locale ed ex ribelli delle Farc e di riqualificazione di aree utilizzate dal narcotraffico. Trovato morto il 15 luglio nel suo appartamento a San Vicente del Caguan in circostanze poco chiare, la polizia ha ipotizzato un suicidio, pista giudicata poco credibile in Italia.

Alcuni poliziotti colombiani sono peraltro finiti sotto inchiesta della procura locale perché avrebbero ostacolato le indagini. Un primo segnale, in attesa che arrivino i risultati dell’autopsia, forse nei prossimi giorni, per chiarire i contorni della morte. Mentre il governo italiano insiste nel pressing con Bogotà per ottenere “verità e giustizia”, con una telefonata tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la sua omologa. Oggi, in una intervista al “Mattino” di Napoli, Di Maio non ha escluso la possibilità di una ispezione nel Paese sudamericano, tramite la rappresentanza d’Italia all’ Onu. (@OnuItalia)