L’Onu inserisce l’ambiente tra i parametri del Pil, i ricchi saranno i più ‘green’

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NEW YORK, 3 MARZO – La sostenibilità accanto alla produzione, i dati ambientali accanto a quelli economici: le Nazioni Unite provano a inaugurare una nuova concezione della ricchezza globale e dopo oltre 50 anni dal celebre discorso di Robert Kennedy sul Pil con il capo economista Elliott Harris presentano alla stampa un nuovo indicatore che includerà allo stesso tempo dati economici e ambientali, e che dovrebbe essere recepito dai lavori della Commissione Statistica delle Nazioni Unite questa settimana. L’obiettivo – auspica il Palazzo di Vetro – è aprire una nuova era in cui in cui misurare il benessere non più soltanto servendosi dei parametri del Prodotto Interno Lordo, ma allargando la rilevazione anche ai temi ambientali, con l’obiettivo di portare il tema della sostenibilità al centro del delle scelte politiche dei Paesi.sviluppo sostenibile

Nel suo famoso discorso all’Università del Kansas nel marzo del 1968 Robert Kennedy dichiarò: “Non possiamo misurare i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo…..il Pil comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana”. Ora l’Onu compie un passo in questa direzione con l’adozione del nuovo sistema di contabilità SEEA EA, acronimo di System of Environmental-Economic Accounting-Ecosystem Accounting con l’obiettivo -sottolinea- di avere “un impatto significativo sugli sforzi per affrontare le emergenze ambientali come il cambiamento climatico e il declino della biodiversità”.

Della necessità di un “nuovo Pil” di discute già da moltissimi anni tra addetti ai lavori. Di recente se ne sono occupati anche studiosi ed economisti della prestigiosa università di Stanford, che hanno sviluppato un nuovo parametro proprio per sopperire all’assenza degli apporti di natura e ambiente al benessere economico di una società. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ”Se vogliono avere la possibilità di un futuro sostenibile, le nazioni devono iniziare a soppesare il costo del profitto economico rispetto ai danni all’ambiente”. Il capo dell’Onu ha sottolineato che «L’economia globale è aumentata di quasi 5 volte negli ultimi 50 anni, ma la crescita ha avuto un costo enorme per l’ambiente. Le risorse della natura non figurano ancora nei calcoli della ricchezza dei Paesi. Il sistema attuale è orientato alla distruzione, non alla conservazione. La linea di fondo … è che dobbiamo trasformare il modo in cui vediamo e apprezziamo la natura. Dobbiamo riflettere il vero valore della natura in tutte le nostre politiche, piani e sistemi economici. Così facendo, gli investimenti possono essere diretti verso azioni che proteggono e ripristinano la natura. Le ricompense saranno immense”.

Un appello che arriva mentre è in corso il terzo United Nations World Data Forum (UNWDF) della Statistical Commission dell’Onu che dovrebbe deliberare un nuovo quadro statistico per misurare la prosperità economica e il benessere umano e che include i contributi della natura. Istituita nel 1947, la Statistical Commission è il più alto organo decisionale dell’Onu per le attività statistiche internazionali, è responsabile della definizione di standard statistici e dello sviluppo di concetti e metodi, compresa la loro attuazione a livello nazionale e internazionale.

Al Department of Economic and Social Affairs (DESA) dell’Onu spiegano che ”Il quadro, denominato System of Environmental-Economic Accounting – Ecosystem Accounting , va oltre la statistica comunemente utilizzata del prodotto interno lordo (PIL) e garantisce che il capitale naturale, come foreste, oceani e altri ecosistemi, sia preso in considerazione nei rapporti economici. Il sistema aiuta anche a rispondere meglio alle emergenze ambientali, come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità”.

IL CARBONE

Intanto Guterres, intervenendo a un meeting della Powering Past Coal Alliance ha chiarito cosa intenda per cambiamento di paradigma: ”Il mondo ha ancora una possibilità di combattere per limitare il riscaldamento globale ponendo fine alla dipendenza dal carbone. In questo decennio è possibile mantenere l’aumento della temperatura a 1,5 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali”. In un videomessaggio, il segretario generale dell’Onu ha detto: ”C’era una volta il carbone, portava elettricità a basso costo a intere regioni e posti di lavoro vitali alle comunità. Quei giorni sono passati. L’eliminazione graduale del carbone dal settore elettrico è il passo più importante per essere in linea con l’obiettivo degli 1,5 gradi”.Carbone

Secondo Guterres, per porre fine a quella che ha definito ”la dipendenza mortale dal carbone” bisogna agire prioritariamente in tre aree. Ha chiesto i paesi di ”Annullare tutti i progetti di carbone in cantiere, in particolare i 37 membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) che sono invitati a farlo entro il 2030”. La seconda cosa da fare è quella di ”Porre fine ai finanziamenti internazionali per il carbone e fornire maggiore sostegno ai Paesi in via di sviluppo che stanno passando alle energie rinnovabili”. Inoltre, il capo dell’Onu ha chiesto ”A tutte le banche multilaterali e pubbliche – così come agli investitori in banche commerciali o fondi pensione – di spostare i loro investimenti, ora, nella nuova economia delle energie rinnovabili”.