Popolazione, oggi siamo 8 miliardi, e 10 nel 2050. Tutti i problemi del sovrafollamento

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ROMA, 12 LUGLIO – Otto miliardi di persone e sempre più anziane: nella Giornata Mondiale della Popolazione si snocciolano le cifre su quello che sta assumendo i contorni di un vero sovraffollamento. Ma non basta: entro il 2050 raggiungeremo la mega cifra di 10 miliardi; numeri enormi che pongono seri interrogativi sui rischi legati al sovrappopolamento – che porta conflitti e tensioni – e all’invecchiamento delle persone, con problemi legati cura e alla spesa sociale.
In tutto il mondo l’11 luglio si festeggia la Giornata Mondiale della Popolazione, una ricorrenza fissata nel 1989 dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche riguardanti la sovrappopolazione e aumentare la consapevolezza sulle tematiche legate alla demografia. La data è ispirata all’11 luglio 1987 quando la popolazione mondiale raggiunse la quota di 5 miliardi. Una cifra che ha richiesto migliaia di anni per essere raggiunta ma nei 32 anni successivi l’accelerazione è stata così repentina e ormai ci stiamo avvicinando agli 8 miliardi di individui.

I rischi legati al sovrappopolamento non sono solo connessi all’esaurimento delle risorse ma anche a problemi sociali, che portano a conflitti, e ambientali come il riscaldamento  globale. Il crescente numero di persone presenti sulla terra infatti non è certo omogeneo e se in alcuni Paesi addirittura c’è un crollo demografico (come in Italia) in altri la popolazione continua a crescere determinando seri problemi di convivenza. Secondo l’ONU, sono 27 i paesi che hanno visto diminuire la loro popolazione dell’1% o più dal 2010, ma questi numeri sono più che compensanti dalla crescita in altre regioni come per esempio nell’Africa subsahariana dove la popolazione raddoppierà entro il 2050.

Un altro grande problema è quello legato alla povertà e alla salute. Già oggi l’aspettativa di vita alla nascita nei paesi meno sviluppati è in ritardo di 7,4 anni rispetto alla media globale e per ora le previsioni sono pessimistiche. Se in questi Paesi le nascite son più alte infatti si muore anche decisamente più giovani. Questo è dovuto agli alti livelli di mortalità infantile e alle violenze e le guerre che coinvolgono in gran parte proprio le aree più povere.

Il sovraffollamento porta a malnutrizione, diffusione di malattie mortali ma anche problemi sociali che spesso generano conflitti. Poi ci sono i Paesi dove la popolazione sta invecchiando sempre di più. Nel 2018 per la prima volta in assoluto, nel mondo il numero delle persone sopra i 65 anni ha superato quello dei bambini sotto i 5 anni mentre nel 2019 il numero degli ultracentenari in tutto il mondo ha raggiunto la cifra record di 533mila. Un problema che colpirà principalmente i Paesi industrializzati visto che entro il 2050 una persona su quattro che vive in Europa e nel Nord America potrebbe essere over65.