Lanciato rapporto Aidos/Unpfa/Unesco sulla popolazione. I percorsi delle donne negli ultimi 50 anni

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Aidos

ROMA, 10 APRILE – Si intitola ”Questioni in sospeso. Diritti e libertà di scelta per tutte le persone” il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2019 che e’ stato presentato oggi a Roma e in contemporanea mondiale in oltre 100 città, tra cui Londra, Parigi, Madrid, Ginevra, Stoccolma, Berlino, Washington, New York, Bangkok, Johannesburg, Città del Messico. “L’Italia è convintamente impegnata per l’uguaglianza di genere” ed è “leader” nell’elaborazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite su temi come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni forzati, ha detto la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re all’Università La Sapienza intervenendo alla presentazione romana del Rapporto 2019.

“Sul multilaterale – ha aggiunto Del Re – l’Italia è importante e presente e da’ “un contributo fortissimamente politico” alle tematiche trattate nel Rapporto che “ci offre una grandissima opportunità di comprendere meglio la situazione” riguardo, tra l’altro, all’empowerment delle donne. A 25 anni dalla Conferenza del Cairo su popolazione e sviluppo, molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare, ha spiegato la vice ministra e il Rapporto – presentato da Unpfa, Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) e Cattedra Unesco popolazione, migrazioni e sviluppo – “è uno strumento prezioso di advocay e policy”.

Il documento, attraverso dati e testimonianze – si focalizza sulle sfide ancora aperte per il raggiungimento della piena autodeterminazione di donne e ragazze. I dati sono drammatici. Tra le 500 e le 800 donne muoiono ogni giorno di parto o di cause legate al parto nei Paesi più fragili; sono 800 milioni le donne date in sposa da bambine e 200 milioni quelle che hanno subito mutilazioni genitali. Di fronte a dati come questi, ha assicurato Del Re, “l’Italia continuerà a fare la sua parte perché si realizzino gli obiettivi ancora incompiuti” della Conferenza del Cairo, a partire dalla salute materno-infantile.

La diffusione del rapporto vuole anche celebrare i 50 anni del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (nacque nel 1969). Con una serie di storie raccolte sul campo e in particolare attraverso i racconti di sei donne di diversi continenti si ripercorrono le sfide per il raggiungimento della piena autodeterminazione delle donne.Aidos

Dahab dal Cairo, Tefta dall’Albania, Alma che viene da Città del Guatemala, e ancora Yang cambogiana, Josephine (Uganda) e Rajeshwari della profonda India del Tamil Nadu, raccontando i loro sentieri verso la consapevolezza, l’identità e l’autonomia, l’acquisizione dei diritti; e poi la contraccezione, le gravidanze, le morti delle madri, la salute, le violenze, i matrimoni precoci.

Dal 1969, anno della fondazione di UNFPA, e dal 1994, quando si è svolta la storica Conferenza del Cairo di cui ricorre il venticinquesimo anniversario, sono stati fatti notevoli progressi per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi. Nonostante ciò, centinaia di milioni di donne ancora oggi affrontano barriere economiche, sociali, istituzionali e di altro tipo che impediscono loro di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria salute.

Il perseguimento dei diritti e della libertà di scelta è un processo continuo: il nuovo Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo illustra a che punto siamo e cosa c’è ancora da fare, attraverso dati aggiornati, e cosa è accaduto ai diritti delle donne in questi anni. agenda 2030 donne Nonostante il diritto alla salute delle donne sia riconosciuto come fondamentale e pur essendo l’uguaglianza di genere uno degli obiettivi fondamentali dell‘Agenda 2030, a oggi sono ancora milioni le donne costrette ad affrontare barriere economiche, sociali, istituzionali che impediscono di prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria salute. (@OnuItalia)