Bellezza e stile di vita di una città: i portici di Bologna candidati dell’Italia per l’Unesco 2020

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foto Alessandra Baldini

BOLOGNA – Insieme alle Torri la cifra identificativa di Bologna non può che essere quella rappresentata dai portici, il reticolo ‘protettivo’ contro le intemperie che ha sempre rappresentato anche il luogo di socializzazione e di incontro di un’intera città. Saranno proprio i portici di Bologna a rappresentare la candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il 2020. Il via libera è arrivato dal consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco – riunito al ministero dei Beni Culturali – facendo esultare una città che nei portici lungo le sue vie e le sue piazze trova – da sempre – tracce della sua identità più intima e vera.

La decisione della Commissione è “un grande e meritato traguardo per Bologna – ha commentato il sindaco, Virginio Merola – un risultato di tutta la città. Bologna, ancora una volta, ha saputo esprimere il suo carattere più profondo: la capacità di collaborare assieme e uniti” verso un obiettivo, il cui esito sarà annunciato nel 2021.

I portici vengono riconosciuti come “un elemento identificativo della città di Bologna, sia dalla comunità che dai visitatori e sono un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate”. Un reticolo di 62 chilometri – di cui 42 soltanto nel centro storico – che l’arcivescovo di Bologna, cardinal Matteo Zuppi, ha dipinto come portatori di “protezione e familiarità, il nostro passato e il nostro futuro” e che il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Franco Bernabè, nel sottolineare come la candidatura sia “la conclusione di un lavoro corale tra società civile e amministratori locali”, vede come “elemento architettonico, culturale e identitario”.

La presentazione della candidatura definisce i portici “il risultato eccellente di un sistema di regolamentazione urbanistica delineato nel corso di nove secoli e un modello architettonico e al tempo stesso sociale, un luogo di integrazione e scambio in cui i principali protagonisti della città, cittadini, visitatori, studenti, vivono e condividono idee e tempo”. Nel dossier della candidatura sono contenuti il portico di San Luca, quello di Santa Caterina, via e piazza Santo Stefano, il Baraccano, via Galliera e via Manzoni, Via Zamboni, i portici del Pavaglione e di Piazza Maggiore, il portico della Certosa, via Farini e Piazza Cavour, il quartiere Barca, l’edificio del Mambo-Museo di arte moderna e Strada Maggiore. La decisione presa dalla commissione, spiega il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, “è un motivo di orgoglio e una bella notizia per Bologna e per l’Italia. I portici sono straordinari e unici e sono sicuro che con la loro bellezza conquisteranno il mondo”.