Protezione civili in guerre: allarme Guterres; Zappia, focus Italia su categorie piu’ vulnerabili

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NEW YORK, 23 MAGGIO – A fronte dell’allarme lanciato oggi dal Segretario Generale Antonio Guterres per lo stato “tetro” della protezione dei civili in conflitti armati, la Rappresentante Permanente italiana alle Nazioni Unite, Ambasciatrice Mariangela Zappia ha osservato che “la natura sempre più complessa dei conflitti pone nuove sfide al rispetto del diritto internazionale umanitario. A settant’anni dalla loro adozione, è importante riaffermare la centralità delle Convenzioni di Ginevra per la protezione dei civili.”

The UN peacekeeping mission in Sierra Leone (UNAMSIL)was explicitly mandated to protect civilians 20 years ago. UN Photo/Eric Kanalstein

Zappia e’ intervenuta in una riunione del Consiglio di Sicurezza sul tema della protezione dei civili in situazioni di conflitto armato. “L’Italia è fortemente impegnata nella protezione e nella promozione del diritto internazionale umanitario, con un’attenzione speciale per le categorie più vulnerabili, come bambini, donne e persone disabili. Condannare ogni uso militare delle scuole, tenere conto appieno delle esigenze dei disabili nell’assistenza umanitaria, adottare una prospettiva di genere nelle situazioni emergenza e intensificare gli sforzi di contrasto alla violenza sessuale e di genere che purtroppo continua ad essere sistematicamente usata come tattica di guerra. L’Italia è molto attiva su tutti questi fronti e sostiene con vigore l’azione dell’ONU e le iniziative del Segretario Generale per innalzare gli standard di protezione.”

Secondo l’Italia, ha detto la Zappia, le operazioni di pace dell’ONU svolgono un ruolo cruciale nella protezione dei civili. “E’ essenziale dunque che i caschi blu siano formati ed equipaggiati per far fronte alle situazioni più critiche e adempiere in maniera efficace ai loro mandati, in linea con gli impegni presi nel quadro del piano di riforma “Action for Peacekeeping” promosso dal Segretario Generale” cui l’Italia ha subito aderito.

L’Italia, tra i maggiori contributori del peacekeeping, è in prima fila anche nel settore della formazione dei caschi blu: i centri di eccellenza italiani offrono corsi specializzati a ufficiali italiani e stranieri in materia di protezione dei civili, diritti umani, Donne, Pace e Sicurezza e integrazione della prospettiva di genere. (@OnuItalia)