Rapporto UNODC su omicidi: Zappia, “Italia punta su forte sistema statistico”

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NEW YORK, 8 LUGLIO – Un forte sistema statistico è parte integrante della strategia italiana per la prevenzione dei crimini piu’ gravi, ha detto la rappresentante permanente italiana all’ONU, Mariangela Zappia, intervenendo oggi al lancio a New York del nuovo rapporto UNODC sugli omicidi. “A livello nazionale, abbiamo investito risorse significative nella raccolta di dati rilevanti per sostenere gli sforzi degli uffici giudiziari. Il database gestito dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo è uno strumento molto efficace a disposizione sia degli inquirenti che dei pubblici ministeri. Siamo inoltre attivamente coinvolti nel lavoro delle commissioni statistiche dell’UE e dell’ONU e lavoriamo per attuare politiche e programmi basati sull’analisi di dati disaggregati”, ha detto la Zappia.

L’Italia – ha sottolineato l’ambasciatrice italiano – ha una lunga tradizione nel sostenere il sistema della giustizia penale come strumento per affrontare e prevenire gravi crimini, compresi quelli perpetrati da gruppi criminali organizzati. “Il nostro impegno si riflette chiaramente nei dati: il tasso di omicidi in Italia è diminuito costantemente negli ultimi 30 anni ed è oggi 5 volte inferiore a quello che era alla fine degli anni ’80, da 3,4 a 0,6 nel 2016 ogni 100.000 persone”.

La Zappia ha sottolineato che un approccio basato sui dati può anche essere utile nel rispondere a crimini violenti e omicidi con un background razziale, culturale e religioso. Ha fatto specifici riferimenti ai passaggi del rapporto sulle uccisioni di donne e degli omicidi legati al genere. “Esistono prove concrete del fatto che le uccisioni di donne sono strettamente collegate a crimini come la violenza sessuale, la schiavitù in tutte le sue forme, la tratta di persone e il traffico di migranti”.

Le donne e le ragazze sono particolarmente vulnerabili in ambienti violenti in cui, il più delle volte, gli uomini sono gli autori di tali crimini. Oltre a questi casi di violenza legata al genere, le statistiche mostrano anche che le uccisioni di donne sono spesso il risultato di un aumento della violenza all’interno della sfera privata e nell’ambiente familiare. “Il rapporto mostra che il comportamento aggressivo e lo “stalking” nel contesto di relazioni intime sono segnali importanti di una situazione in peggioramento che può portare a aggressioni fisiche e persino omicidi”, ha detto l’Ambasciatrice. In Italia, dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul sul prevenzione della violenza contro le donne, il Parlamento italiano ha adottato una serie di misure volte a combattere la violenza prevenendo i crimini, garantendo la responsabilità degli autori e proteggendo le vittime e i loro bambini: “Il nostro codice penale è stato modificato di conseguenza, un Piano d’azione straordinario contro la violenza di genere e’ stato adottato e fondi speciali sono stati stanziati, all’interno del bilancio nazionale, per assistere e sostenere le vittime”. (@OnuItalia)