Ambiente: a Tunisi la Giornata della ricerca italiana. Focus su clima e ambiente marino

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TUNISI, 18 APRILE – La Giornata della ricerca italiana nel mondo, istituita dal Ministero dell’Istruzione, con quello degli Esteri e della Salute è stata celebrata per la prima volta a Tunisi presso la Residenza d’Italia nella capitale tunisina e alla presenza dell’ambasciatore Lorenzo Fanara, del Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Massimo Inguscio, del ministro tunisino dell’Insegnamento superiore e della ricerca scientifica Slim Khalbous, di ricercatori di entrambi i paesi.Ricerca
Inguscio ha sottolineato che nell’incontro è stato affrontato ”il tema dei mutamenti ambientali e climatici provocati dall’uomo nell’attuale epoca, non a caso da alcuni definita come antropocene’‘. ”Tra i numerosi segni di tale impatto, che vanno dall’uso indiscriminato dei combustibili fossili a quello dei fertilizzanti chimici, dal riscaldamento prodotto dalle emissioni di gas serra, all’inquinamento provocato dalla plastica – ha aggiunto il capo del Cnr –  oggi focalizziamo in particolare quello che incide sull’ambiente marino: il più grande ecosistema del pianeta, considerando che gli oceani occupano i due terzi della sua superficie. Un problema, pertanto, che è più globale di qualunque altro, in particolare per il fenomeno della Plastic Marine Litter (PML), che ormai rappresenta il 75-80% della spazzatura marina solida”.

“Questa è la prima volta che la Giornata della ricerca italiana nel mondo viene celebrata in Tunisia”, ha spiegato l’ambasciatore Fanara. ”Italia e Tunisia condividono un identico ecosistema, quello mediterraneo, e quindi anche una storia e un futuro che ci accomunano. La presenza del presidente del Cnr ci ricorda del rapporto, ormai di lungo corso, tra la comunità scientifica italiana e quella tunisina. Questa giornata non rappresenta solo un’occasione per festeggiare il talento scientifico italiano nel mondo, ma è anche un nobile modo per sostenere il principio della libertà di critica e di ricerca contro ogni forma di fanatismo e di irresponsabile comportamento nei confronti del nostro pianeta”.

Il presidente Inguscio ha sottolineato come il ruolo della ricerca scientifica sia nodale per la tutela ambientale. ”L’impegno degli Istituti del Cnr è da tempo dedicato a progetti di monitoraggio ambientale di nano, micro e macro plastiche, allo sviluppo di metodologie innovative per la detection ambientale, ad azioni di ricerca per verificare gli effetti sull’ecosistema marino e sull’uomo di questi inquinanti e a progetti per lo sviluppo di nuove tecnologie di cleaning smart. Fra questi, il progetto CLAIM che prevede il recupero energetico dalla plastica rinvenuta in mare mediante un innovativo sistema di pirolizzazione sviluppato da un’azienda italiana e il progetto BLUMed, volto a garantire uno sviluppo sostenibile nel Mediterraneo”.

(@novellatop, 18 aprile  2019)