Riforma CdS: Zappia (UfC), “concentrarsi sulle convergenze”

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NEW YORK, 19 APRILE – Concentrarsi sulle convergenze di vedute per una vera riforma del Consiglio di Sicurezza perche’ “la riforma del Consiglio di Sicurezza non e’ un gioco a somma zero. Tutti devono concedere qualcosa per una causa e un bene comune”, ha osservato oggi la Rappresentante Permanente italiana all’Onu, Ambasciatrice Mariangela Zappia, parlando a nome del nome del gruppo Uniting for Consensus, guidato dall’Italia, nel corso della nuova sessione del negoziato intergovernativo (IGN) sulla riforma del Consiglio di Sicurezza ONU.

“L’IGN e’ il giusto spazio per un costruttivo coinvolgimento di tutti gli Stati Membri nel negoziato, con trasparenza e inclusivita’ ”, ha detto l’Ambasciatrice riferendosi al formato negoziale avviato nel 2009 per la riforma del Consiglio, e alla necessità di focalizzarsi sulle importanti aree di convergenza emerse nel suo ambito, piuttosto che sulle divergenze di posizioni.

Nelle parole della Rappresentante Permanente, “esiste un terreno di ampie coincidenze di vedute fra tutti gli Stati Membri”. Fra di esse, la necessità di aumentare il numero di seggi non permanenti, soprattutto in favore dei Paesi in via di sviluppo, questi ultimi cronicamente sotto-rappresentati in Consiglio.

Un rilevante numero di Stati e’ poi convinto che il numero di seggi del nuovo Consiglio riformato dovrebbe attestarsi intorno alle 25 unita’, rispetto alle 15 attuali. Nell’ambito di tale espansione dei seggi, tutti i Membri ONU sono convinti che debba essere corretta la storica ingiustizia che ha penalizzato l’Africa. La confluenza di opinioni e’ crescente anche sulle limitazioni del diritto di veto, un privilegio di cui godono come noto solo i cinque membri permanenti del Consiglio.

La riforma del Consiglio di Sicurezza e’ al centro del dibattito internazionale dall’inizio degli anni ‘90. Dal 2009, quando e’ iniziato il Negoziato Inter-Governativo, le sessioni negoziali hanno consentito di individuare importanti aree di convergenza, ma anche la persistenza di diversità di veduteLa proposta del gruppo UfC a guida italiana, che vorrebbe allargare il Consiglio attraverso un aumento dei suoi seggi elettivi, nelle parole dell’Ambasciatrice Zappia e’ mirata a rendere l’organo ONU “veramente rappresentativo, democratico, legittimo, trasparente ed efficace”.

Uniting for Consensus è un gruppo significativo di Paesi, geograficamente trasversale, accomunati da alcuni convincimenti, soprattutto dalla contrarietà ad istituire nuovi seggi permanenti attribuiti a singole Nazioni. Se infatti la condizione degli attuali 5 membri permanenti trova una spiegazione nelle particolari circostanze storiche della fine della seconda Guerra Mondiale, i Paesi di UfC ritengono che non sarebbe opportuna oggi una riforma che desse vita ad ulteriori, ingiustificate posizioni privilegiate in seno alla Comunità Internazionale, a detrimento degli interessi generali dell’intera membership.

In coerenza con tale convincimento e nel sincero intento di contribuire all’individuazione di una soluzione equa e capace di fare progredire il negoziato, in tema di categorie di seggi il Gruppo UfC ha avanzato negli anni diverse proposte di compromesso. Nel 2014 UfC ha proposto una nuova formula (“approccio intermedio”) incentrata sulla creazione di nuovi seggi a “lunga durata”, assegnati ai Gruppi regionali (non a singoli Paesi) con possibilità di una rielezione immediata (oggi esclusa dallo Statuto ONU). Secondo UfC tale formula puo’ offrire le basi per una soluzione che va incontro alle esigenze dei Paesi che aspirano a servire per periodi più lunghi alla luce del loro crescente impegno internazionale e, allo stesso tempo, offrire a tutti i 193 Paesi Membri delle Nazioni Unite una maggiore rotazione e quindi più possibilità di svolgere un mandato. (@OnuItalia)