Rifugiati, la bandiera UNHCR alla Barcolana di Trieste. E da Venezia i ‘taccuini d’autore’

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TRIESTE, 3 OTTOBRE – Per la prima volta un’imbarcazione con il vessillo dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati parteciperà alla sfida della Barcolana, la tradizionale regata con il maggior numero di partecipanti al mondo che si svolgerà il 13 ottobre, per ricordare il dramma dei barchini e ”la legge imperativa del soccorso”.

In un periodo segnato in maniera più forte che mai dai conflitti economici diffusi e dalle guerre regionalizzate, per portare ancora di più consapevolezza sul problema sempre più grande e sulla situazione sempre più grave dei rifugiati, quest’anno UNHCR partecipa, simbolicamente alla regata con l’imbarcazione Kleronia assieme a Moleskine Foundation nell’ambito del progetto ‘Rothko in Lampedusa’. ”Vogliamo essere in tanti a sostenere la cultura del mare e le sue inderogabili leggi di soccorso e accoglienza”, ha detto Fabio Rosciglione, co-fondatore di Moleskine Foundation. Un invito alla gente di mare, quindi, ad alzare simbolicamente la bandiera UNHCR tra i guidoni, per ribadire la cultura del mare e le sue leggi di soccorso e accoglienza.

A bordo di Kleronia ci sarà Carlotta Sami, portavoce UNHCR per il sud Europa. ”UNHCR è entusiasta di partecipare come partner di questa iniziativa, convinta che il Mar Mediterraneo debba tornare ad essere bacino di coesistenza e non simbolo di tragedie e chiusure”. A dare un contributo alla regata anche due testimonial di eccellenza del mondo velico: Ambrogio Beccaria, nuova promessa della vela oceanica italiana due volte campione italiano della Classemini, primo classificato nel 2018 al Championnat de France de course au large en solitaire, e Matteo Miceli, velista romano primatista di traversate atlantiche su catamarano che nel 2014 si è lanciato nel giro del mondo ‘senza emissioni’ con la sua Eco40.

Kleronia inoltre, porterà a Trieste un importante messaggio emerso durante la tappa veneziana del workshop AtWork‘Where is South?”, che ha visto la partecipazione di 18 giovani rifugiati e loro coetanei italiani. ”In questo momento storico in cui vengono creati confini e muri per dividerci, facendo crescere timori irrazionali, rivedendo e/o cancellando la Storia, speriamo che le esperienze e i racconti che portiamo con noi siano un arricchimento per tutti e ispirino nuove prospettive che possano riempire gli spazi che ci separano”.

Oltre a Moleskine Foundation e UNHCR, sostengono e firmano questo importante messaggio: Vittorio Malingri, Ambrogio Beccaria, Matteo Miceli, Hamed Ahmadi, Nation25, Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, DLV BBDO, Freel, Tree, Venice Art Factory, Atelier Trame Libere, Puntoseta, Progetto Agata Smeralda Onlus, FUM Studio, Talking Hands. Il workshop AtWork si avvale del processo creativo per stimolare il pensiero e il dibattito critico; così come qualità cognitive ed emotive utili a sviluppare un’identità sia personale che collettiva.

Taccuini d’autore

I taccuini d’autore, output finale dei cinque giorni di workshop sono inoltre esposti all’interno della mostra ‘Rothko in Lampedusa’ organizzata da UNHCR, a Venezia durante il periodo della Biennale d’Arte 2019, aperta fino al 24 novembre a Palazzo Querini che ha già registrato dopo 4 mesi dalla sua apertura oltre 10.000 visitatori. La mostra è incentrata sulle opere di otto artisti affermati che hanno vissuto personalmente la condizione di rifugiato o che hanno fatto di questo tema un elemento cardine della propria carriera artistica. Insieme a questi artisti espongono inoltre cinque artisti emergenti che vivono attualmente lo status di rifugiato, con l’obiettivo di gettare nuova luce sulla condizione e sul talento delle persone costrette alla fuga.