Rondine torna all’Onu con progetto di scuola globale per leader

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NEW YORK, 5 DICEMBRE – A un anno di distanza dal lancio della campagna “Leaders for Peace”, Rondine torna al Palazzo di Vetro, stavolta con la proposta, basata su una esperienza educativa che permette di superare la logica del nemico, della prima Global Leaders School del terzo millennio.  “I giovani studenti della Cittadella della Pace sono i leader di domani”, ha detto l’Ambasciatrice Mariangela Zappia, Rappresentante Permanente italiana all’ONU, aprendo l’evento “Leaders for Peace, one year later: towards a global leaders school”, organizzato dall’Ong italiana assieme alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e in collaborazione con la Delegazione dell’Unione Europea, le Rappresentanze Permanenti di Giordania e Armenia, l’Ufficio dell’Inviata Speciale ONU per la Gioventù, l’OHCHR e il Dipartimento per la Comunicazione Globale del Segretariato ONU.

“Rondine è fonte di ispirazione ed esempio perché mette i giovani al centro: pace e coesistenza pacifica si fondano sull’apertura al dialogo e sulla comprensione dell’altro, valori che questi ragazzi – pur avendo vissuto esperienze drammatiche – hanno fatto propri attraverso il metodo Rondine. Oggi, proprio in queste sale, vengono a ricordarcene l’importanza”, ha detto al Zappia in apertura dell’evento in cui hanno preso la parola due studenti di Rondine, Georges del Mali e Stephanie della Colombia, dopo il presidente della Ong toscana Franco Vaccari.

La campagna “Leaders for Peace”, cui l’Italia ha aderito, è stata presentata all’ONU nel dicembre 2018, su iniziativa italiana in occasione dei 70 anni della Dichiarazione dei Diritti Umani. Tornati oggi alle Nazioni Unite per raccontare le loro esperienze, i giovani della Cittadella della Pace, provenienti da aree di conflitto e post-conflittuali hanno rinnovato l’appello ai governi del mondo ad investire nella pace e nel ruolo dei giovani nella prevenzione dei conflitti: “Siamo cresciti al suono delle bombe, circondati da cadaveri nelle strade ha detto la colombiana Stephanie: “A Rondine abbiamo capito che comunicazione non e’ parlare la stessa lingua ma essere pronti ad ascoltare l’altro. L’inimicizia ci e’ stata imposta ma abbiamo tutti la possibilità; di diventare amici”.

Nata venti anni fa, l’associazione Rondine accoglie nei suoi villaggi giovani provenienti da Paesi teatro di conflitti armati e li aiuta, attraverso la convivenza quotidiana e la formazione, a superare la “cultura del nemico” per tornare poi nelle proprie comunità quali promotori attivi del dialogo e della riconciliazione. All’Onu e’ arrivata stavolta reduce da un tour di università’ nordamericane, da ultimo ieri Harvard, con l’iniziativa della nuova scuola globale per leader di pace.

“Esistono già scuole prestigiose, esistono già studi molto interessanti sulla pace e i conflitti, sulla figura del leader e sulla leadership, sui processi globali. Chiamiamo tutti a confluire in un nuovo progetto unificante, per generare una coscienza globale”, ha detto Vaccari lanciando la nuova iniziativa: “Una scuola di leader di pace per i paesi e le situazioni di conflitto degenerate in varie forma di violenza e di guerra, ma per ogni continente, ogni Paese, ogni città, poiché la futura leadership globale o sarà di pace o non sarà”. (@OnuItalia)