I Sacri Monti patrimonio Unesco: presentato libro fotografico che esalta rapporto con la natura

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ROMA, 27 GENNAIO – E’ dedicato ai Sacri Monti, il sito seriale iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2003, il libro – curato da Marco Beck Peccoz per le fotografie e Elena De Filippis per i testi – che è stato presentato a Roma a Palazzo Borromeo. L’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani ha organizzato l’evento dal titolo ”Raccontare con le immagini: i Sacri Monti un Patrimonio Mondiale dell’Umanità tra Piemonte e Lombardia”.

Il volume evidenzia il valore artistico e culturale dei Sacri Monti (Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga): nove distinti complessi di cappelle e architetture sacre del 16° e 17° secolo disseminati nelle montagne dell’Italia del nord. All’evento hanno partecipato molti relatori illustri, tra i quali anche il Cardinale Gianfranco Ravasi (presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e del Consiglio di

Coordinamento fra Accademie Pontificie), Salvatore Settis, Professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, e lo storico dell’arte e giornalista Claudio Strinati.

Il Presidente della Commissione Franco Bernabè ha evidenziato lo stretto legame esistente tra i Sacri Monti, con le loro architetture e la loro teatralità fatta di vive rappresentazioni tridimensionali, e il paesaggio naturale circostante. Questo stretto legame tra natura e cultura è alla base anche delle motivazioni del riconoscimento dei Sacri Monti come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Infatti i nove Sacri Monti sorgono in paesaggi spettacolari, con chiese, calvari ed edicole, custodi di affreschi e pitture antiche

Nel 1486 per realizzare il primo Sacro Monte, con l’intenzione di ricreare la geografia sacra di Gerusalemme, è stata scelta Varallo, grazie alla sua storia geologica e alla particolare morfologia del terreno. Non è dunque un caso se Varallo nel 2013 è entrata a far parte di un Geoparco UNESCO, in riconoscimento dell’importanza geologica di quest’area che non solo ha assicurato lo sfondo naturale su cui edificare il progetto religioso del Sacro Monte ma nel corso dei millenni ha generato una significativa biodiversità.
Bernabè ha voluto ribadire l’importanza dell’Italia nella Lista del Patrimonio Mondiale, nella quale detiene il maggior numero di siti iscritti insieme alla Cina pur avendo una dimensione geografica e demografica nettamente inferiore. Questa ineguagliabile densità di Patrimonio culturale e naturale rende il nostro paese particolarmente responsabile della tutela e promozione del Patrimonio a livello globale in vista della sua trasmissione alle generazioni future e della necessità di trovare un equilibrio con le esigenze di promozione e fruizione.