Sahel: UNHCR, appello urgente per contrastare COVID-19

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UNHCR’s Alessandra Morelli talks with an internally displaced woman at a garment production and tailoring workshop in Galkayo, north-central Somalia. In 2015, Morelli was UNHCR’s representative in Somalia. © UNHCR/Carlotta Wolf

GINEVRA, 23 LUGLIO – UNHCR lancia un appello urgente per far fronte all’emergenza in atto nel Sahel: servono 185 milioni di dollari per realizzare un piano di azione che prevede, tra l’altro, il rafforzamento dei sistemi sanitari locali attraverso il reclutamento di personale medico e di farmaci e la fornitura di acqua, per contrastare e prevenire l’epidemia di COVID-19.

Nel Sahel centrale sono presenti oltre 3 milioni fra rifugiati e sfollati. In Burkina Faso il numero degli sfollati interni è più che quadruplicato in un anno, da 193 mila a 848 mila. La regione è inoltre tra le aree del mondo più colpite dai cambiamenti climatici, che stanno avendo un impatto devastante: circa l’80% dei terreni coltivati nell’area si sono deteriorati a causa del riscaldamento globale. Mancano acqua e cibo e questo determina non solo insicurezza alimentare e malnutrizione diffusa ma anche corruzione, tensioni sociali e violenza. Nei primi 3 mesi del 2020 l’UNHCR ha registrato 191 tra attentati, aggressioni e rapimenti da parte dei gruppi armati estremisti, che hanno causato 549 vittime. In questo scenario drammatico il COVID-19 rischia di generare un catastrofico effetto moltiplicatore.

“Per molti di noi, l’acqua è una certezza imprescindibile per la nostra routine quotidiana, indispensabile a maggior ragione in una fase di pandemia come quella attuale. Ma nel Sahel l’accesso all’acqua resta purtroppo limitato e non sufficiente né per soddisfare il fabbisogno quotidiano delle famiglie nè per garantire la prevenzione del COVID-19 negli insediamenti, negli ospedali, nelle scuole – commenta Alessandra Morelli, rappresentante dell’UNHCR in Niger. – Oggi più che mai, dinanzi alla minaccia del virus, abbiamo bisogno di fondi per assicurare l’approvvigionamento idrico a migliaia di famiglie”.

La pandemia da COVID-19 è ormai presente in tutti i paesi del mondo e sta mettendo a dura prova anche i sistemi sanitari con più risorse e meglio attrezzati. Qualche settimana fa l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Filippo Grandi ha detto chiaramente che se il virus si diffondesse in maniera massiccia nel Sahel si andra’ certamente incontro a un disastro umanitario.

Recentemente l’organizzazione ha lanciato un appello urgente per l’emergenza nel Sahel: gli 185 milioni di dollari richiesti servono per mettere in atto un piano di azione che poggia su diversi cardini fondamentali, tra i quali l’istruzione occupa un posto speciale insieme alla prevenzione della violenza di genere e alla distribuzione di alloggi di emergenza e di oggetti essenziali per la sopravvivenza. Parte di queste risorse sono necessarie per la prevenzione del COVID19, in particolare per il rafforzamento dei sistemi sanitari locali attraverso la fornitura di acqua, il reclutamento di personale medico e di farmaci. In tutta la regione l’UNHCR sta già lavorando per garantire adeguato accesso all’acqua. In Burkina Faso sono stati installati oltre 1700 punti di erogazione di acqua necessari per lavarsi le mani in diversi insediamenti e aree dove vivono famiglie di rifugiati, oltre alla distribuzione di una riserva di 5 mila litri di acqua a Dori attraverso i camion. L’UNHCR costruirà o riabiliterà altri 270 punti di erogazione di acqua nelle scuole. (@OnuItalia)