Onu: il Palais des Nations di Ginevra ha una nuova grande Sala XIX, (molto ‘italiana’)

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GINEVRA, 12 NOVEMBRE – Da una vetrata si vede vede il Lago di Ginevra, da un’altra il Monte Bianco. Non solo per la bellezza dei panorami ma anche per ricordare in ogni momento ai delegati le sfide che li attendono a difesa del pianeta sotto scacco per il climate change. Quattromila metri quadri, 800 posti e una ventina di milioni di dollari di investimento: e’ stata inaugurata oggi alla presenza del Direttore Generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra (UNOG) Tatiana Valovaya la Sala XIX del Palais des Nations, interamente ristrutturata su progetto di Giampiero Peia, uno dei più autorevoli architetti italiani contemporanei, e realizzata dall’azienda italiana CCM, con la controllata Matteo Grassi per le sedie, e poi Casalgrande Padana per il rivestimento ceramico, Wood-Skin per quello in legno e Flos per l’illuminazione.

Peia, che ha disegnato il Padiglione della Coca-Cola per Expo 2015 a Milano, è il primo italiano a cui è stata affidata la realizzazione di una sala assembleare delle Nazioni Unite. L’architetto, il cui studio ha sedi a Milano e Doha, ha individuato e interpretato in chiave contemporanea i codici estetici della cultura del Qatar. Il progetto è quindi ambasciatore di una cultura che si presenta in uno scenario globale moltiplicando reinterpretando il valore della tradizione, della cultura, della calligrafia e del paesaggio attraverso materiali e tecnologie contemporanee. C’è un riferimento all’immagine della duna del deserto nel soffitto a volta: simbolo qatariota ma, anche qui, dell’ambiente da preservare. La Qatar Hall e’ una sintesi di creatività italiana tra valori comuni del passato e visione sul futuro, coniugando estetica, innovazione tecnologica, design, ergonomia, accessibilità e sostenibilità.

La sala, una matrice per altri progetti del genere nel sistema delle Nazioni Unite e dunque un modello per il futuro, è l’ambiente assembleare più capiente delle intere Nazioni Unite. Battezzata Multilateralism Hall e realizzata grazie al finanziamento del governo del Qatar, la nuova struttura è dotata dei migliori sistemi audio e video attualmente sul mercato, che garantiscono il più alto livello tecnologico per la comunicazione e per la trasmissione in diretta delle sedute che vi si svolgono. Il progetto architettonico riflette gli ideali delle Nazioni Unite attraverso il suo design concentrico e radiale che esemplifica il concetto di eguaglianza, promuove l’individualità e l’identità delle nazioni e allo stesso tempo esprime la forza dell’unione come un solo corpo impegnato a risolvere assieme i problemi del mondo.

Particolare cura è stata posta nella progettazione e nella realizzazione dell’impianto di illuminazione, che impiega il sistema circadiano (ad imitazione del sorgere e del tramontare del sole) consentendo di beneficiare di luce naturale attraverso un sistema di aperture automatiche e motorizzate. Videocamere motorizzate ad alta definizione permettono di inquadrare immediatamente chi inizia a parlare. Un’altra innovazione unica riguarda le cabine degli interpreti, dieci in tutto, dove per la prima volta in una sala dell’Organizzazione è stato installato un sistema di trasmissione per interpreti del linguaggio dei segni.

Un occhio speciale e’ stato dato alle poltrone che rendono omaggio a Charlotte Perriand, l’assistente di Le Corbusier che con Oscar Niemeyer disegno’ il quartier generale di New York e a cui a Parigi la Fondation Louis Vuitton sta dedicando un’ampia retrospettiva (fino al 24 febbraio 2020) a vent’anni dalla morte. Dovevano essere cambiate per rispettare le nuove regole di sicurezza, confort per lunghe sessioni, flessibilità e accessibilita’ (possono ora essere rimosse in pochi secondi per essere sostituite con sedie a rotelle), ma anche per la presenza di materiali tossici negli originali. Delle poltrone Perriand ne restano oggi una quarantina, restaurate, bonificate e riappropriate nel mezzanino dei visitatori, a testimonianza della prima vita della Sala XIX. (@OnuItalia)