Shoah: a Ca’ Foscari in mostra ‘L’infanzia rubata ai bambini’; Selvino, rubata la targa che li ricorda

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foto Unive.it

VENEZIA/SELVINO, 8 GENNAIO – Mentre a Selvino, a pochi chilometri da Bergamo, qualcuno ruba la targa a memoria dei bambini ebrei tornati a vivere dopo la Shoah nell’ex colonia fascista di Sciesopoli, l’università’ di Ca’ Foscari a Venezia si prepara a mettere i bambini e le bambine vittime dell’Olocausto in una serie di appuntamenti per la prossima Giornata della Memoria.

Nel 2019 si celebrano infatti i 30 anni della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’appuntamento clou co-organizzato dall’ateneo veneziano, su iniziativa della neo delegata per il Giorno della Memoria Sara De Vido, sara’la mostra ‘Shoah. L’infanzia rubata’ aperta dal 10 gennaio a Ca’ Foscari Zattere. Seguiranno altri evento tra cui il seminario “Infanzia e Shoah” con interventi di Matteo Corradini, Sara Valentina Di Palma e Bruno Maida. Previsto in febbraio anche un convegno internazionale Memoria, diritto e diritti/Memory, law and rights con interventi del già Presidente della Corte europea dei diritti umani Jean-Paul Costa, Sara De Vido, Micaela Frulli, Luisella Pavan-Woolfe e Andrea Pin.

La targa di Selvino era stata apposta davanti all’albero della Memoria, piantato per ricordare il passaggio di 800 bambini ebrei sopravvissuti ai lager nazisti che dal 1945 al 1948 trovarono nell’ex colonia Sciesopoli una nuova ragione per vivere, giocare, sorridere, dopo l’orrore dei lager. Il Comune di Selvino ha denunciato il nuovo episodio di antisemitismo: “Chiediamo la collaborazione di tutti nell’inviarci segnalazione nel caso venisse avvistata sul territorio oltre che richiedere agli autori di questo sgradevole gesto di riposizionarla presso l’albero della Memoria”. Per Fabrizio Ravelli di Repubblica Milano, e’ stato “un gesto vigliacco che non cancella la storia”. E sempre Repubblica invita a rivisitare una vicenda a lungo ignorata, finita nell’oblio e solo di recente recuperata grazie in particolare all’impegno dello studioso Marco Cavallarin e delle istituzioni locali.

Nel paesino sulle Alpi in provincia di Bergamo l’ex colonia fascista di Sciesopoli si trasformò in un kibbutz fuori dai confini della futura Israele, dove i piccoli poterono ritrovare salute, affetti e speranza. A prendersi cura di loro fu un’unità della Brigata ebraica, con l’aiuto e la solidarietà della popolazione del paese, che nel 1996 ha celebrato il cinquantesimo anniversario di quegli avvenimenti suggellando un gemellaggio con il kibbutz Tzeelim nel Negev, fondato anche da alcuni di quei ragazzi che a Selvino avevano ripreso a vivere.

I bambini nati nel Displaced Persons Camp numero 17 di Grugliasco (Torino) hanno a loro volta condannato il vile atto antisemita di venerdì scorso. “I bambini di Grugliasco” esprimono la loro solidarietà e sostegno ai “bambini di Selvino”, all’amico Marco Cavallarin, al Comitato per Sciesopoli Ebraica, al Sindaco e al Comune di Selvino, e auspicano che le autorità competenti identifichino al più presto i responsabili, ha postato su Facebook la storica Sara Vinçon a nome del gruppo The Children of Grugliasco. (@OnuItalia)