Sicurezza-bis: messaggio Guterres e’ “rispettare leggi internazionali”

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Salvataggi (Guardia Costiera)

NEW YORK, 20 MAG – “La lettera all’Italia è stata inviata da figure che giocano un ruolo importante ma sono indipendenti dall’Onu”: lo ha detto Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale Antonio Guterres, commentando la polemica tra governo italiano e Onu sul decreto sicurezza-bis e le direttive contro le navi delle Ong. “Non vogliamo intrometterci nelle leggi italiane ma il messaggio di Guterres è che le norme internazionali sulla protezione dei rifugiati devono essere rispettate”, ha aggiunto, precisando che “rifugiati e migranti devono essere trattati con
dignità e rispetto dei diritti umani”.

Oggi la Farnesina ha ribadito che il Ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera firmata da sei Titolari di Procedure Speciali del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. In riferimento alle anticipazioni circolate, la Farnesina precisa che la lettera contiene una richiesta di chiarimenti circa due recenti direttive del Ministero dell’Interno in materia di sicurezza delle frontiere e di immigrazione illegale; inoltre, esprime preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto “decreto sicurezza bis”, non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri. La lettera è stata trasmessa anche al Ministero dell’Interno e “riceverà da parte del Governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani”.

Quanto all’Onu oggi ha diramato una nota-stampa per ribadire che esperti ONU sui diritti umani hanno condannato la bozza del decreto legge del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che prevede ammende a quanti soccorrano migranti e rifugiati in mare, e hanno sollecitato il governo a bloccarne l’approvazione. “Il diritto alla vita e il principio di non respingimento dovrebbero sempre prevalere sulla legislazione nazionale e su altre misure presumibilmente adottate in nome della sicurezza nazionale”, hanno affermato gli esperti indipendenti, che hanno espresso la propria preoccupazione in una lettera formale al governo italiano.

“Sollecitiamo le autorità a smettere di mettere in pericolo le vite dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime di traffico di esseri umani, in nome della lotta contro I trafficanti. Si tratta di un approccio fuorviante, non in linea né con il diritto internazionale generale né con la legislazione internazionale sui diritti umani. Al contrario, politiche migratorie restrittive contribuiscono a esacerbare le vulnerabilità dei migranti e servono solamente a accrescere il fenomeno del traffico di esseri umani”, si afferma nella lettera.

All’inizio di maggio Salvini aveva annunciato la volonta’ di emanare un decreto per multare le imbarcazioni per ogni persona soccorsa in mare e trasportata in territorio italiano. Anche le licenze di ONG e altre imbarcazioni impegnate nel soccorso dei migranti potrebbero in questo quadro essere revocate o sospese. Gli esperti ONU hanno asserito che, qualora il decreto – che deve essere ancora approvato dal governo – entrasse in vigore, minaccerebbe seriamente i diritti umani dei migranti, compresi i richiedenti asilo, così come le vittime di tortura, traffico di esseri umani e altri seri abusi dei diritti umani.

Gli esperti hanno inoltre chiesto la revoca di due precedenti direttive che vietano alle navi delle ONG che soccorrano migranti a largo delle coste libiche di accedere ai porti italiani. La seconda in particolare riguarda la nave italiana Mare Jonio per avere aiutato gente in mare. La dichiarazione che i porti libici sono “in grado di garantire ai migranti un’adeguata assistenza logistica e medica” è stata secondo gli esperti particolarmente allarmante, specialmente alla luce dei rapporti secondo cui la guardia costiera libica ha commesso numerose violazioni dei diritti umani, inclusi la collusione con reti di trafficanti e il deliberato affondamento di imbarcazioni.

Per gli esperti qualsiasi misura contro gli attori umanitari dovrebbe essere bloccata. “Siamo profondamente preoccupati per le accuse mosse alla nave Mare Jonio, che non hanno trovato il riscontro di qualunque competente autorità giudiziale. Crediamo che ciò rappresenti un ulteriore tentativo politico di criminalizzare gli attori umanitari che svolgono un servizio che salva vite, indispensabile per la tutela di vite umane e dignità.”

Gli esperti ONU, si legge nella nota alla stampa, hanno sostenuto che le autorità italiane non hanno adeguatamente considerato diverse norme internazionali, quali l’articolo 98 della Convenzione ONU sul diritto del mare, relativa al dovere di aiutare chiunque sia in pericolo in mare. “L’articolo 98 è considerato diritto consuetudinario, che si applica a tutte le zone marittime e a tutti coloro in pericolo, senza discriminazioni, così come a tutte le navi, comprese le imbarcazioni private e delle ONG battenti una bandiera nazionale”, hanno detto.

Le direttive stigmatizzano i migranti  come “possibili terroristi, trafficanti e contrabbandieri”, senza fornire prove, hanno spiegato gli esperti. “Siamo preoccupati che questo tipo di retorica esasperi ulteriormente il clima di odio e xenophobia, come già sottolineato in un’altra lettera alla quale il governo italiano deve ancora dare risposta.”

Gli esperti hanno manifestato al governo le proprie preoccupazioni e restano in attesa di una risposta. La lettera è stata anche copiata a Libia e Unione Europea. (@OnuItalia)