Sicurezza e clima: Stefanile, 28 gennaio a Roma nasce Centro per Africa su Clima e Sviluppo

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Displaced persons at a food distribution site in Rann, Borno state, north-east Nigeria IOM/Jessica Mamo

NEW YORK, 25 GENNAIO – Sicurezza e clima: se ne e’ parlato oggi in Consiglio di Sicurezza. “Sradicare le radici profonde dell’instabilità significa anche contrastare i fenomeni climatici e il loro impatto in termini umanitari, migratori e di competizione per le risorse, come dimostrato dalla fragilità delle regioni del Sahel e del bacino del Lago Ciad. L’impegno dell’Italia in Africa è a 360 gradi e include questo aspetto tra quelli prioritari”, ha detto nel corso di un dibattito aperto il Vice Rappresentante Permanente italiano alle Nazioni Unite, Stefano Stefanile annunciando che, in linea con la Strategia Integrata delle Nazioni Unite per il Sahel, sara’ inaugurato la prossima settimana a Roma, in cooperazione con UNDP e FAO, il nuovo Centro per l’Africa su Clima e Sviluppo Sostenibile con un focus su sicurezza alimentare, acqua e energia.

Secondo l’Italia, infatti, i disastri naturali collegati al cambiamento climatico sono una chiara e sempre più preoccupante manifestazione del nesso tra sicurezza e clima e un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Dobbiamo integrare sistematicamente questa dimensione nell’azione delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza, ha detto Stefanile aggiungendo che “impatto e frequenza crescenti dei disastri naturali ci impongono di agire subito e a più livelli: prevenzione, mitigazione e preparazione all’emergenza. L’Italia è in prima fila al fianco dei paesi più vulnerabili al cambiamento climatico, come le piccole isole in via di sviluppo del Pacifico e l’area Caricom con cui abbiamo sviluppato partenariati innovativi per il contenimento del rischio e la creazione di capacità di resilienza.”

Il Centro per l’Africa su Clima e Sviluppo sarà inaugurato lunedì 28 gennaio dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, l’amministratore di UNDP Achim Steiner e il direttore generale della FAO Graziano Da Silva. Il Centro ha le sue radici in una proposta presentata dal governo italiano al G7 dei ministri dell’Ambiente del 2017. È stato istituito con un’intesa da Ministero dell’Ambiente, FAO e UNDP per facilitare lo scambio di informazioni tra i Paesi G7 sulle iniziative in Africa, per aumentare efficacia, sinergie e complementarità dell’azione per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030.

L’Italia, con l’apertura di questo Centro, vuole continuare a giocare un ruolo di primo piano nella lotta ai cambiamenti climatici, per la sicurezza alimentare e la crescita economica del continente africano, contrastando così le sorgenti di instabilità che alimentano il fenomeno migratorio della popolazione. (@alebal)