Siria: Italia all’Onu contro impunita’ per crimini di guerra

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NEW YORK, 2 MARZO – “La popolazione siriana ha sofferto lunghi anni di devastazioni, morte e violazioni sistematiche dei diritti umani ed è oggi minacciata dal grave impatto socioeconomico della crisi pandemica. Per alleviarne le sofferenze e porre le basi di una pace sostenibile, è fondamentale che i colpevoli di crimini di guerra e contro l’umanità siano assicurati alla giustizia. L’Italia continuerà a sostenere ogni iniziativa internazionale volta contrastare l’impunità, tra cui il Meccanismo Internazionale, Imparziale e Indipendente per la Siria (IIIM) e la Commissione d’Inchiesta.” Lo ha detto il Vice Rappresentante Permanente italiano presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Stefano Stefanile, in occasione del panel di alto livello dell’Assemblea Generale sulla situazione dei diritti umani in Siria.

Parlando oggi al Palazzo di Vetro, Stefanile ha riaffermato la centralità della Risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza “che individua le coordinate per una soluzione politica credibile: un processo, facilitato dall’ONU, la cui titolarità e guida sia del popolo siriano. In questa prospettiva, l’Italia sostiene l’azione dell’Inviato Speciale del Segretario Generale Geir Pedersen, impegnato ad imprimere nuovo momento ai lavori del Comitato Costituzionale e a promuovere il dialogo e la riconciliazione tra le parti.”

Stefanile si è inoltre soffermato sulla necessità di assicurare pieno accesso umanitario a tutto il territorio siriano, attraverso il rinnovo e l’ampliamento della risoluzione sui valichi transfrontalieri che sarà all’attenzione del Consiglio di Sicurezza il prossimo luglio.

Ancora oggi una indagine dell’Onu ha denunciato che migliaia di civili risultano ancora “scomparsi” in Siria, dopo essere stati detenuti in maniera arbitraria fin dal 2011, quando cominciarono le violenze armate che hanno sconvolto il Paese. Altre migliaia sono state torturate o uccise in prigione. Vittime e testimoni hanno descritto agli inquirenti della Commissione internazionale indipendente di inchiesta sulla Siria, formata nel 2011 su mandato del Consiglio per i Diritti Umani, “sofferenze inimmaginabili”, compreso lo stupro di ragazze e ragazzi di 11 anni. In dieci anni di guerra, si stima che in Siria siano morte dalle 380mila alle 500mila persone, mentre circa metà dei 20 milioni di abitanti del 2011 hanno dovuto abbandonare le loro case, come sfollati interni o profughi nei Paesi all’estero. (@OnuItalia)