Siria: Italia partecipa a “pledging event”; Stefanile, “accesso umanitario, accountability sono chiave”

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NEW YORK, 30 MARZO – Porre fine alla guerra in Siria è una responsabilità collettiva della comunità internazionale, ha ribadito oggi il segretario generale dell’ONU António Guterres durante un importante “pledging event” che ha raccolto 6,4 miliardi di dollari per sostenere le persone colpite dal conflitto.

“Dopo un decennio di guerra, molti siriani hanno perso la fiducia che la comunità internazionale possa aiutarli a dar vita a un percorso concordato per uscire dal conflitto. Sono convinto che possiamo ancora farlo, insieme alle parti siriane”, ha detto Guterres in un video messaggio alla quinta conferenza di Bruxelles, co-presieduta dall’Unione europea e dall’Onu.

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha annunciato un impegno di 45 milioni di euro come aiuti per progetti umanitari e di stabilizzazione in Siria e nei paesi limitrofi. “Ancora una volta dobbiamo asserire a voce alta che l’unico modo per uscire dalla crisi siriana è una soluzione politica guidata dai siriani, agevolata dalle Nazioni Unite in linea con la risoluzione 2254. Senza una soluzione di questo tipo sarebbe difficile per la comunità internazionale sostenere una vera e propria ricostruzione”.

Per tutto il mese di marzo, l’ONU ha commemorato il decimo anniversario della guerra in Siria. Parallelamente alla conferenza dei donatori, l’Assemblea Generale dell’ONU a New York ha tenuto oggi una riunione informale per esaminare la situazione umanitaria e i diritti umani nel paese.

“L’accesso umanitario senza ostacoli, la responsabilità per le violazioni dei diritti umani e il continuo sostegno a una soluzione politica guidata dalla Siria e di proprietà siriana rimangono fondamentali”, ha detto il vice rappresentante permanente e incaricato d’affari dell’Italia presso le Nazioni Unite, Stefano Stefanile: “Ora più che mai, il popolo siriano ha bisogno di sentire che la comunità internazionale continua a stare al suo fianco – nonostante tutte le enormi difficoltà sul terreno e al tavolo dei negoziati”. (@OnuItalia)