Spazio: Di Pippo, da Space2030 a Space4Water, UNOOSA lavora per sviluppo sostenibile

714

NEW YORK, 14 MAGGIO – “Gli astronauti sono i veri leader del futuro”: lo dice al Giornale Simonetta Di Pippo, l’astrofisica italiana di fama internazionale diventata nel 2014 direttrice dell’UNOOSA, l’agenzia dell’Onu con sede a Vienna per l’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico. “Presto i voli orbitali saranno alla portata di tutti e cambieranno il nostro modo di pensare”, ha pronosticato nell’intervista in cui fa il punto a tutto campo dei compiti e delle potenzialità di un organismo internazionale come l’ONU nell’applicazione delle tecnologie spaziali agli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

“Il motivo portante delle imporre spaziali degli ultimi decenni e’ la collaborazione internazionale”, sottolinea la “astrodiplomatica”, anche se “una seria e proficua collaborazione si deve basare sulla competenza affinché non ci sia troppa disparita’ tecnologica e di mezzi tra paesi partner”. Di Pippo ha tanti motivi di orgoglio nel suo curriculum, a partire dalla selezione nel 2009, come direttore del volo umano dell’ESA, della selezione di Luca Parmitano che tornerà’ in orbita in luglio sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nell’ultimo periodo uno sviluppo importante e’ stato lo scorso dicembre la decisione da parte dell’ONU di sviluppare un’agenda strategica per il settore spazio, Space2030: “E’ la prima volta che le Nazioni Unite si apprestano a produrre un documento che stabilira’ la strategia di intervento nel settore fino al 2030. Un bel successo diplomatico, direi”.

UNOOSA ha in campo progetti per usare le attività spaziali per gli obiettivi dell’Agenda 2030: “I suoi 17 obiettivi vanno dal porre fine alla povertà in tutte le sue forme, al garantire condizioni di salute e benessere per tutti, dall’offrire una istruzione di qualità, inclusiva e paritaria, al garantire la disponibilità’ e la gestione dell’acqua  e condizioni igieniche per tutti, quindi accesso a energia pulita, garanzie di modelli di consumo e protezione sostenibile”, spiega Di Pippo: “A UNOOSA abbiamo analizzato i 169 sotto-obiettivi, il 40% dei quali sono strettamente dipendenti da dati e infrastrutture spaziali per essere realizzati”.

UNOOSA ha anche il programma UN Spider (United Nations Platform for Space -based information for disaster management and emergency response) che consente a tutti i Paesi, soprattutto a quelli in via di sviluppo, di accedere a informazioni satellitari in caso di emergenza come disastri naturali. Recentemente l’agenzia ha lanciato Space4Water, un portale internet tramite cui condividere sviluppi, risultati di conferenze, articoli e conversazioni su come utilizzare tecnologie spaziali per migliorare la gestione delle risorse idriche in risposta all’obiettivo 6 dell’Agenda 2030.

Per leggere l’intervista di Simonetta Di Pippo al Giornale, cliccare qui. (@OnuItalia)