Spazio: ambasciatore Cortese, ‘Questo l’impegno dell’Italia per sostenibilità e sicurezza’

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VIENNA, 4 FEBBRAIO – Ricerca e attività nello spazio, sostenibilità, sicurezza: sono i pilastri dell’intervento che l’ambasciatore Alessandro Cortese, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, alla 57/a sessione del Comitato e del Sottocomitato dell’Onu per lo spazio dell’Unoosa. Cortese ha voluto innanzitutto sottolineare come l’anno appena iniziato ”sia particolarmente rilevante per il Comitato e i suoi Sottocomitati: dopo l’adozione del preambolo e delle 21 linee guida per la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali, abbiamo la responsabilità collettiva di dare seguito al successo ottenuto lo scorso anno e assicurarci che ciò contribuisca a preservare lo spazio esterno come stabile dal punto di vista operativo e come ambiente sicuro, soprattutto in relazione alla sfida significativa rappresentata dai detriti spaziali”.
Per Cortese inoltre ”occorre finalizzare, prima della prossima sessione di COPUOS, l’Agenda Space2030 e il piano di attuazione, come richiesto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’Italia rimane pienamente impegnata in questo processo, che alla fine metterà in evidenza l’impatto che le tecnologie e le applicazioni legate allo spazio hanno sullo sviluppo sostenibile e sulla nostra vita quotidiana”.

Va sottolineato, ha aggiunto, che a livello nazionale e internazionale, l’Italia è già impegnata in diverse attività lungo i quattro pilastri della futura agenda Space2030. Tra gli esempi citati, nel campo della Diplomazia Spaziale, dal 2016 l‘Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con la Federazione Astronautica Internazionale, organizza, su base annuale, il Forum Spaziale Internazionale. ”Questa iniziativa – ha spiegato l’ambasciatore – ha lo scopo di aumentare il coinvolgimento delle università e delle istituzioni scientifiche nei processi decisionali relativi alle attività spaziali, anche al fine di facilitare la diffusione e la condivisione della conoscenza dello spazio, in particolare a beneficio dei paesi in via di sviluppo”.

Dopo le sessioni dedicate all’Africa e all’America Latina, e, lo scorso settembre al Mediterraneo, la prossima edizione si svolgerà in Malesia e sarà dedicata ai paesi del sud-est asiatico. ”L’iniziativa dell’International Space Forum – ha detto ancora Corteseha già prodotto risultati tangibili. In particolare, a seguito della seconda edizione tenutasi a Nairobi, l’Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale del Kenya e con il supporto di UNOOSA, ha organizzato, lo scorso dicembre, il primo Corso di Formazione su Telerilevamento, Scienze Spaziali e Politica spaziale presso il Centro spaziale Broglio di Malindi. Al corso hanno partecipato giovani studenti provenienti da dieci Paesi africani, a conferma dell’impegno italiano nel promuovere lo sviluppo di capacità nel settore spaziale”.

Cortese ha poi elencato gli ultimi significativi contributi dell’Italia alla scienza e all’esplorazione dello spazio. ”Il 20 luglio 2019 – un giorno che ha segnato il 50° anniversario dell’atterraggio lunare dell’Apollo 11 – l’astronauta italiano Luca Parmitano, insieme a colleghi russi e statunitensi, ha lasciato la Terra per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale per la seconda volta. Dopo più di 6 mesi in orbita, durante il quale è stato anche il primo italiano a comandare la ISS, Luca Parmitano tornerà sulla Terra tra pochi giorni. La sua missione, chiamata Beyond, ha incluso una serie di esperimenti scientifici, tra cui sei selezionati dall’Agenzia Spaziale Italiana. La missione di Parmitano fornisce l’ennesima conferma del forte impegno dell’Italia nell’esplorazione spaziale, sia robotica che umana”.

Nel campo dell’osservazione della Terra, ha ancora ricordato Cortese, lo scorso 18 dicembre è stato lanciato con successo il primo satellite dell’Italia Cosmo-SkyMed di seconda generazione. Cosmo-SkyMed presenta tecnologie e soluzioni ingegneristiche all’avanguardia, in particolare radar ad apertura sintetica, in grado di effettuare osservazioni in qualsiasi condizione atmosferica o di luce, di giorno o di notte…. Per quanto riguarda i prossimi eventi, l’Italia attende con impazienza il lancio di Solar Orbiter, una missione ESA, in collaborazione con la NASA, che effettuerà uno studio ravvicinato del Sole. Il contributo dell’Italia consiste in particolare nel telescopio multi-elemento per imaging e spettroscopia (METIS), che monitorerà la corona solare esterna e l’attività di espulsione della massa coronale, e l’unità di elaborazione dati del Solar Wind Analyzer, uno strumento chiave in situ che misura le proprietà del vento solare”.

Concludendo il suo intervento all’ambasciatore ha voluto sottolineare che ”in quanto nazione di lunga data nello spazio e membro fondatore del Comitato nel 1959, si può garantire che l’Italia rimanga pienamente impegnata in un approccio cooperativo per far progredire l’esplorazione e l’uso dello spazio. Solo attraverso la cooperazione saremo in grado di sfruttare appieno i benefici della scienza e della tecnologia spaziale, garantendo nel contempo che le attività spaziali continuino a essere condotte per scopi pacifici”.