UNHCR e Spotify insieme per Giornata del rifugiato, campioni di coesione e lotta contro i muri

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ROMA, 22 GIUGNO – Una ‘joint venture’ in favore di profughi e rifugiati: è quella che in occasione della Giornata Mondiale ha messo insieme due protagonisti della coesione e

Diodato

della lotta contro i muri: l’UNHCR e Spotify. Nella consapevolezza che la musica unisce e abbatte gli steccati Spotify, il servizio musicale digitale che consente di accedere a milioni di brani, e l’Agenzia dell’ONU hanno deciso di lanciare un messaggio con la campagna Everyone Can Make a Difference #WithRefugees, attiva con un suo minisito dedicato e un’attivazione sui social.
L’UNHCR ha chiesto a cinque ragazzi rifugiati di raccontare le loro storie e il loro amore per la musica. Grazie al sostegno di Spotify, ognuno dei ragazzi ha pubblicato sulla piattaforma la propria playlist. Attraverso i racconti di Joy, Abdullahi, Radwa, Alidad e Mervat, oltre alle storie personali si potranno conoscere anche i gusti musicali che accomunano tra loro tanti giovani.
L’iniziativa è stata subito accolta dal mondo della musica italiana: sono più di 40 gli artisti italiani che hanno deciso di sposare il progetto e scattarsi una foto indossando la maglietta celebrativa di UNHCR. Spotify ha poi personalizzato le proprie playlist editoriali, tra cui le note Hot Hits Italia, Rap Italia, Graffiti Pop, Indie Italia e Hit Italiane. Le cover di queste playlist sono state sostituite dalle foto degli artisti con indosso la maglietta della campagna, mostrando solidarietà ai rifugiati.

Elodie

“Ci teniamo a ringraziare Spotify per averci coinvolto in questo bellissimo progetto. – ha commentato Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per l’Italia – Da molti anni cerchiamo di valorizzare la musica come fondamentale e potente strumento di dialogo, apertura e integrazione. Questa iniziativa mostra come tutti gli esseri umani sono profondamente interconnessi e ciascuno può fare la differenza con la propria generosità verso chi ha perso tutto, a maggior ragione in un momento come questo in cui il numero delle persone in fuga da conflitti e persecuzione ha raggiunto quota 79,5 milioni, l’1% della popolazione mondiale, una cifra record che purtroppo non ha precedenti”.