Sud Sudan: con mediazione Sant’Egidio raggiunto accordio su monitoraggio cessate il fuoco

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ROMA, 13 NOVEMBRE – Un accordo sul monitoraggio del cessate il fuoco e’ stato raggiunto oggi dalle delegazioni militari dell’opposizione armata (SSOMA) – non firmataria dell’Accordo di pace del settembre 2018 – e del governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan. L’intesa segna l’esito di un nuovo round di negoziati svolti a Sant’Egidio dal 9 al 13 novembre 2020.

I dettagli dell’accordo sono stati illustrati, alla presenza delle parti, dal segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, e dal generale sudanese Hamid Mohamed Dafaalla, vicepresidente del CTSAMVM, l’organo di controllo del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco.

Dopo ampie discussioni, ha spiegato Impagliazzo in una conferenza stampa in streaming, il SSOMA ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale dal 1 gennaio 2021. Ciò permetterà al SSOMA di avere i propri rappresentanti nella direzione e nelle varie strutture a livello regionale e locale del CTSAMVM (Ceasefire and Transitional Security Arrangements, Monitoring and Verification Mechanism).

A partire dal 1 gennaio saranno selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali militari del SSOMA nelle varie strutture del meccanismo di monitoraggio dove già siedono i rappresentanti del governo, secondo un cronogramma stabilito dalla organizzazione regionale del Corno d’Africa (IGAD). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme.

Si tratta di un passo importante per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso per le organizzazioni umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti, come hanno sottolineato tutti i protagonisti della conferenza stampa: oltre a Impagliazzo per Sant’Egidio e e il generale Dafaaella, l’ambasciatore Ismail Wais, per l’IGAD, il generale Emmanuel Rabi, per il governo, e il generale Samuel Lado, per il SSOMA.

Un ringraziamento particolare è stato espresso anche al ministero della Difesa italiano, che è intervenuto nel corso dei colloqui con l’ammiraglio Gianfranco Annunziata. L’esercito italiano aiuterà infatti nelle procedure di addestramento e consulenza militare. (@OnuItalia)