Terrorismo e criminalita’ organizzata: Italia, azioni coordinate sono chiave in tempi COVID-19

254

NEW YORK, 6 AGOSTO – Nel corso di un dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza sui legami tra terrorismo e criminalità organizzata, l’Italia ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale agisca in modo coordinato e promuova ulteriormente lo scambio di informazioni e buone pratiche.

“Questo dibattito è particolarmente importante alla luce dell’attuale pandemia COVID-19, che ha esacerbato la vulnerabilità di individui e gruppi all’estremismo violento esponendo i sistemi economici e finanziari a grandi rischi di comportamenti illegali. Il deterioramento dell’ambiente socio-economico ha aumentato il pericolo di speculazioni, frodi e corruzione e ha creato condizioni favorevoli per la criminalità organizzata e il terrorismo”, ha detto un delegato italiano, ricordando il fermo impegno dell’Italia in un quadro di rispetto delle garanzie fondamentali e tutela dei diritti umani.

L’Italia ha una lunga esperienza in materia e ha adottato una serie di efficaci strumenti legislativi, istituzionali e operativi sulla base del quadro giuridico sviluppato negli anni ’70 per contrastare il terrorismo e, negli anni ’80 e ’90, contro la criminalità organizzata. La Direzione Nazionale Antimafia – un’autorità giudiziaria centralizzata per coordinare le indagini – è nata nel 2001 e il suo mandato è stato successivamente esteso al terrorismo, di qui la nuova denominazione Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

Oggi la Direzione svolge il ruolo essenziale di coordinamento del lavoro di tutti i principali stakeholder italiani, e ha accesso a tutte le pratiche gestite dalle Procure. Questo meccanismo ha ottenuto ottimi risultati nel contrastare tutte le forme di terrorismo sia a livello nazionale che internazionale.

In questo contesto sono stati sviluppati strumenti operativi innovativi. Questi includono misure di confisca non basate su condanne che hanno neutralizzato o ridotto notevolmente il potere economico dei principali attori criminali. Anche la sorveglianza elettronica e i cosiddetti “collaboratori della giustizia” sono stati impiegati con successo per raccogliere prove per processi contro terrorismo e criminalità organizzata.

Inoltre, nel 2001 è stato istituito un Comitato per la sicurezza finanziaria all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano con un ruolo chiave nell’attuazione delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza contro le reti terroristiche. Infine, il Comitato per l’Analisi Strategica Antiterrorismo, istituito presso il Ministero dell’Interno, coordina il lavoro delle diverse Forze dell’Ordine e dei servizi di intelligence. Il Comitato si avvale di una rete di esperti di sicurezza in diversi settori, tra cui traffico di droga, banche dati nazionali e internazionali, patrimonio culturale, protezione delle risorse naturali e traffico di beni culturali. Per combattere meglio il traffico di beni culturali, alla fine del 2015 l’Italia ha istituito la Task Force UNITE4HERITAGE del Comando dei Carabinieri per la Tutela dei Beni Culturali. La Task Force lavora anche per contrastare le interconnessioni tra il traffico illegale di beni culturali e il finanziamento del terrorismo. (@OnuItalia)