UfC: Zappia, “seggio in Consiglio e’ responsabilita’, non privilegio”

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NEW YORK, 16 FEBBRAIO – “Nel 75esimo anniversario delle Nazioni Unite, gli Stati membri si sono impegnati solennemente a rendere l’Organizzazione più agile, efficace e responsabile. La riforma del Consiglio di Sicurezza dovrebbe contribuire a questo obiettivo, facendo sì che la composizione di quest’organo cruciale per la pace e la sicurezza internazionali rifletta finalmente la realtà del 21esimo secolo.” Lo ha detto l’Ambasciatrice Zappia, Rappresentante Permanente italiana all’Onu, a nome del Gruppo Uniting for Consensus, in occasione della sessione del negoziato intergovernativo sulla riforma del Consiglio di Sicurezza in corso al Palazzo di Vetro a New York.

“Un Consiglio di Sicurezza riformato – ha proseguito Zappia –  la cui composizione ruoti sulla base di elezioni periodiche e in cui la sola categoria dei membri non permanenti sia allargata, corrisponderebbe a questa visione di multilateralismo moderno. Solo attraverso il meccanismo elettivo è possibile rafforzare legittimità e democraticità del Consiglio: i nuovi membri eletti considereranno così il seggio come una responsabilità, non come un privilegio garantito una volta per tutte”.

L’Ambasciatrice ha rilevato che dal 1945 ad oggi, 63 Stati membri non hanno mai seduto in Consiglio di Sicurezza e 40 vi hanno servito solo una volta. “Ciò significa che un terzo degli Stati membri non è mai riuscito ad accedere all’organo esecutivo dell’ONU. È tempo di offrire maggiori opportunità per tutti e in particolare per gli Stati più piccoli e in via di sviluppo”, ha osservato.

“Per Uniting for Consensus, un Consiglio di Sicurezza più rappresentativo di tutte le regioni e in cui i membri non permanenti siano più numerosi e meglio organizzati, sarebbe non solo più inclusivo e democratico ma anche più efficiente e trasparente”, ha concluso Zappia a nome del gruppo: “I membri non permanenti hanno sempre esercitato un ruolo positivo, contribuendo a superare i contrasti tra i membri permanenti che troppo spesso bloccano il Consiglio e a limitarne l’uso o la minaccia del veto. Creare nuove posizioni di privilegio sarebbe non solo anacronistico ma anche disfunzionale.” (@OnuItalia)