UNESCO: Dieta Mediterranea patrimonio umanita’ compie 10 anni

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Foto Pixabay

ROMA/PARIGI, 15 NOVEMBRE – La Dieta Mediterranea patrimonio dell’UNESCO compie domani 10 anni. Per festeggiare l’anniversario dell’iscrizione nelle liste del patrimonio immateriale dell’umanita’, il Ministero dell’Ambiente ha promosso, insieme al Ministero degli Esteri e ai Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, della Salute e dei Beni Culturali, con la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, un calendario di attività che saranno formalmente aperte il 16 novembre alle ore 9.30 da un confronto tra Ministri ed esponenti dell’accademia, coordinato dalla giornalista Donatella Bianchi, e che sarà trasmesso in diretta sulla pagina www.facebook.it/minambiente .

“La Dieta Mediterranea rappresenta l’esempio più concreto di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità,” ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa nel presentare le iniziative per il decennale: “Come ha riconosciuto l’UNESCO, la Dieta Mediterranea costituisce una tradizione che unisce insieme più generazioni in una saggezza millenaria, rispettando i cicli stagionali e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali. Per l’UNESCO ad essere l’emblema di questa tradizione è il Cilento, il luogo simbolo dello stile di vita patrimonio dell’umanità, e il comune di Pollica, in particolare, dove lo studioso americano Ancel Keys, negli anni ’50, teorizzò i suoi studi sul mangiar sano all’italiana salvaguardando l’ecosistema”.

Nel 2010 per la prima volta l’UNESCO riconobbe valore culturale ad una pratica alimentare sostenibile, invitando il mondo a seguirne il modello sociale fondato sul rispetto dell’ambiente, del paesaggio, dei territori.

“Secondo i rapporti più recenti dell’ISPRA – spiega ancora Costa – la Dieta Mediterranea, rispetto agli altri modelli nutrizionali, è la più sostenibile, la più rispettosa dell’ambiente, la meno inquinante, quella che richiede il minor sfruttamento di risorse naturali primarie come l’acqua. Ed è l’arma migliore per contrastare lo spreco alimentare. Secondo il Rapporto ‘Waste Watcher 2020’ della Campagna Spreco zero, sostenuta dallo stesso Ministero dell’ambiente, ogni anno più di 2.200.000 tonnellate di cibo vanno sprecate nelle case degli italiani, per una stima di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro che sommati ai 3 miliardi 293 milioni di spreco della filiera ci portano ad un totale di oltre 15 miliardi di euro. La buona notizia è che la tendenza 2020 è che lo spreco alimentare nelle case degli italiani è sceso di quasi il 25%”.

Per Costa il pensiero va ad Angelo Vassallo che dieci anni fa, da sindaco di Pollica, insieme ai negoziatori dell’epoca guidati dal suo attuale capo di Gabinetto Pier Luigi Petrillo, portarono a casa il risultato. “Angelo non riuscì a vedere questo risultato storico, essendo stato barbaramente ucciso il mese precedente; e tuttavia il suo insegnamento di amore per la natura, di cui il riconoscimento UNESCO ne è una manifestazione, resta vivo e continua ad essere una bussola per gli amministratori di oggi”, ha detto il Ministro. (@OnuItalia)