UNGA75: Zappia, pandemia e’ chiamata alle armi; Mattarella a vertice su 75 anni Onu

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Mariangela Zappia

NEW YORK, 19 SETTEMBRE – La pandemia ha esacerbato una serie di tensioni, ma al tempo stesso rappresenta una opportunita’: “Se c’era bisogno di una chiamata alle armi, la pandemia e’ stato questo”. Lo ha detto la Rappresentante Permanente Italiana all’Onu, Ambasciatrice Mariangela Zappia, presentando, in un incontro virtuale con la stampa, la prossima Assemblea Generale il cui segmento ad alto livello impegnera’ il Palazzo di Vetro nelle prossime due settimane.

Oltre 160 tra capi di stato e di governo si alterneranno sul podio in formato totalmente virtuale a partire da martedi’ 22 ma gia’ lunedi’ 21 il Segretario Generale Antonio Guterres ospitera’ un evento ad alto livello per il settantacinquesimo anniversario dell’Onu a cui l’Italia sara’ rappresentata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Un anniversario importante che arriva in una situazione che nessuno poteva immaginare”, ha detto la Zappia, parlando di uno scenario “totalmente inedito” e che tuttavia punta a rilanciare con forza il multilateralismo, i cui valori di cui l’Italia e’ convinta sostenitrice sono sempre piu’ importanti alla luce della pandemia e a dispetto delle defaillances emerse nei mesi scorsi.

Oltre a Mattarella l’Italia sara’ presente ai lavori dell’assemblea con il premier Giuseppe Conte, i ministri degli Esteri Luigi Di Maio e dell’Ambiente Sergio Costa, le vice ministre degli Esteri Emanuela del Re e Marina Sereni, piu’ alti funzionari e rappresentanti di Ong e del settore privato.  “Sara’ anche un modo per lanciare la presidenza italiana del G20 in una coincidenza perfetta tra bisogni urgenti e possibili soluzioni”, ha detto la Zappia.

Conte partecipera’ ad eventi rilevanti non solo sulla pandemia ma anche sul finanziamento allo sviluppo, il clima e sui diritti delle donne, tutti appuntamenti che rispondono all’agenda della presidenza del G20 all’insegna dello slogan “PPP, People, Planet, Prosperity”. In calendario anche eventi di matrice politica su situazioni di crisi tra cui la Libia e il Libano. L’Italia proporra’ anche una riflessione su donne e pena di morte, sulla Corte Internazionale di Giustizia, sulle persone LBGTI e sulle malattie non trasmissibili.

Tutto questo alla luce dei prossimi dieci anni che avrebbero dovuto rappresentare la volata finale per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile: “L’agenda 2030 scontava gia’ ritardi. Tutto sara’ ancora piu’ difficile nella decade finale”, ha detto l’Ambasciatrice. (@OnuItalia)