Siria e Iraq; UNHCR racconta cosa sta facendo per le migliaia di profughi in arrivo

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BARDARASH (SIRIA), 28 NOVEMBRE – L’UNHCR opera in Siria da molto tempo e ha inviato in questi giorni un report sulla situazione nel paese e sulle sue attività. Ad un mese dall’avvio delle operazioni militari nel nord-est della Siria, le conseguenze sulla popolazione civile sono sotto gli occhi del mondo.
Delle circa 200 mila persone obbligate a fuggire dall’inizio dei combattimenti – afferma l’organizzazione dell’Onu per i rifugiati –  circa 117 mila sono potute rientrare nei territori di provenienza, dove però hanno trovato distruzione e carenza di beni di prima necessità. Oltre 75 mila persone restano sfollate e in condizioni estremamente precarie, soprattutto a causa dell’abbassarsi delle temperature. Un quarto di loro sono accampati in centri collettivi allestiti presso scuole e altri spazi pubblici, in particolare nel governatorato di Al-Hassakeh, in luoghi sovraffollati, freddi e precarie condizioni igieniche.

Le rotte dei profughi

13 mila siriani sono fuggiti oltre confine per rifugiarsi in Iraq. Qui, la maggior parte è ospitata nel campo di Bardarash, che è stato ampliato dall’UNHCR e dove sono stati estesi i servizi per la popolazione. L’abbassamento delle temperature e le abbondanti piogge che presto lasceranno il posto alle nevicate costituiscono il problema principale per tutte queste persone che sono scappate senza potere portare nulla con sé e che dunque sono prive di abiti e calzature invernali. Soprattutto per i più fragili, come bambini, anziani e persone malate, l’impossibilità di difendersi dal freddo costituisce un reale pericolo per la sopravvivenza.

La metà degli sfollati e rifugiati – che si aggiungono ai milioni che la guerra in Siria ha già generato in 8 anni di conflitto – sono minori. Si è inoltre constatato che una quarto circa delle persone assistite ha bisogni particolari: sono malati, portatori di handicap, persone fortemente traumatizzate o con gravi disagi psichici. Centinaia sono i minori rimasti separati dalle proprie famiglie durante la fuga. Di loro ci si occupa con particolare cura, cercando i familiari nelle varie strutture, affinché possano riunirsi quanto più velocemente con i genitori.

SIRIA

Un Siria UNHCR ha raggiunto circa 170 mila persone con le distribuzioni di beni di prima necessità, e sono stati realizzati dei lavori per rendere maggiormente agibili una trentina di centri collettivi, e nuovi interventi riguarderanno a breve altri 14 centri. Insieme con le associazioni locali con cui collabora UNHCR provvede a circa 13 mila persone nelle zone di Al-Hassakeh, Tal Tamer, Tal Hamis, Qamishli, Malkieh, Ar-Raqq con attività ricreazionali per bambini, sessioni di sensibilizzazione e prevenzione sulle violenze sessuali e di genere, sostegno alle vittime di questo tipo di violenza, supporto psicosociale, assistenza medica a persone con bisogni specifici.

IRAQ

In Iraq, in collaborazione con le autorità governative e la società civile, è stato dato alloggio ai nuovi arrivati, distribuiti kit invernali, mentre ci si sta occupando di registrare e identificare i casi più vulnerabili, come le famiglie monogenitoriali o i minori non accompagnati. Purtroppo, però, sia il campo di Bardarash che quello di Gawilan stanno raggiungendo la capienza massima. A tutti coloro che arrivano nei campi viene distribuito un kit contenete beni di prima necessità e beni di supporto per l’inverno come: attrezzi per cucinare, stufe alimentate a kerosene, coperte termiche, materassi, coperte e taniche. Sia a Bardarash che a Gawilan sono in corso distribuzioni di kerosene per le stufe, che proseguiranno anche durante il mese di dicembre. Speciali kit vengono distribuiti alle famiglie con neonati.