Covid-19: UNHCR chiede nuovi fondi per risposta umanitaria a paesi più deboli

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ROMA, 14 MAGGIO – Con il diffondersi del Covid 19 l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha avanzato una richiesta di 745 milioni di dollari per l’implementazione di misure di preparazione e prevenzione contro la diffusione della pandemia tra le popolazioni di rifugiati e sfollati. La cifra corrisponde alla quota destinata all’UNHCR nell’ambito delle versioni aggiornate del Piano di risposta umanitaria globale delle Nazioni Unite e dell’appello per la raccolta di 6,7 miliardi di dollari, lanciati giovedì scorso. Si tratta di una revisione al rialzo della cifra di 255 milioni di dollari richiesta nell’ambito dell’appello iniziale a favore dell’UNHCR lanciato il 25 marzo, effettuata sulla base delle più recenti valutazioni relative alle necessità di attenuare l’impatto della pandemia tra le persone costrette alla fuga.

Filippo Grandi

Con il coronavirus ormai diffuso in tutti i Paesi, compresi quelli che accolgono popolazioni sfollate di grandi dimensioni, i 71 milioni di rifugiati e persone costrette alla fuga presenti nel mondo sono tra i più esposti e vulnerabili alla minaccia del virus. Sebbene, ad oggi, non si siano registrati focolai all’interno degli insediamenti di rifugiati o sfollati interni di vaste dimensioni, l’UNHCR sta intervenendo prontamente in 134 Paesi di accoglienza che hanno riferito casi locali di contagio.
”La pandemia sta infliggendo profonde ferite in tutto il mondo, in particolare su donne e anziani. L’impatto sulle vite precarie delle persone fuggite da guerre e persecuzioni e sulle comunità di accoglienza è stato devastante”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. ”Insieme alle ONG partner, le Nazioni Unite sono determinate a continuare ad assicurare assistenza alle persone in fuga e alle comunità che le accolgono e a garantirne l’inclusione nei piani di risposta di salute pubblica e di sicurezza sociale”.
Ad oggi, il coronavirus ha contagiato oltre quattro milioni di persone causandone il decesso di quasi 280.000 su scala mondiale. Essendo previsto che, nei Paesi più poveri, il picco non sarà raggiunto prima dei prossimi tre-sei mesi, le unità dell’UNHCR di tutto il mondo si stanno preparando a intervenire rapidamente, anche nei peggiori scenari. L’UNHCR esprime gratitudine nei confronti dei donatori che hanno già elargito finanziamenti di vitale importanza. Il supporto tempestivo assicurato sin dall’inizio da Stati Uniti, Germania, Unione Europea, Regno Unito, Giappone, Danimarca, Canada, Irlanda, Sony Corporation, Svezia, Finlandia, Norvegia e Australia, nonché da singoli donatori privati in tutto il mondo, ha permesso all’Agenzia di intensificare le attività di assistenza a livello globale.