UNHCR: troppi morti nel Mediterraneo, Sami chiede sistema di soccorso UE

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Lo staff dell’UNHCR incontra i rifugiati e i migranti che sbarcano nel porto di Augusta, in Sicilia, il 1° maggio 2021. © UNHCR/Alessio Mamo

TRAPANI/GINEVRA, 4 MAGGIO –  “Chiamo dal porto di Trapani dove oltre 450 persone stanno sbarcando dopo essere state salvate della nave della Ong
Sea Watch”. La portavoce in Italia dell’UNHCR, Carlotta Sami, e’ intervenuta oggi al briefing con la stampa al Palais des Nations di Ginevra tornando a sollecitare un sistema di ricerca e di soccorso in mare per i migranti coordinato dall’Ue.

“Dalle prime ore di sabato 1 maggio – ha detto la rappresentante dell’Onu – sono sbarcate in Italia circa 1.500 persone soccorse dalla Guardia Costiera italiana e dalla Guardia di Finanza o da Ong internazionali nel Mediterraneo centrale. La maggior parte delle persone arrivate è partita dalla Libia a bordo di imbarcazioni fragili e non sicure e ha lanciato ripetute richieste di soccorso. Unhcr era presente agli sbarchi. Abbiamo notato un’alta presenza di bambini e ragazzi, molti dei quali non accompagnati”. Sami ha quindi spiegato che “mentre gli arrivi totali in Europa sono in calo dal 2015, gli ultimi sbarchi portano il numero di arrivi via mare in Italia nel 2021 a oltre 10.400, un aumento di oltre il 170 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020”.

L’UNHCR elogia l’Italia per aver tenuto aperti i suoi porti durante la pandemia, ha detto la Sami. E’ tuttavia urgentemente necessaria la solidarietà degli altri Stati membri dell’UE, poiché il deteriorarsi della situazione in Libia continuerà a costringere le persone a ricorrere a misure disperate per cercare sicurezza.

UNHCR e’ anche profondamente preoccupato per il bilancio delle vittime: finora nel 2021 almeno 500 persone hanno perso la vita cercando di compiere la pericolosa traversata in mare lungo la rotta del Mediterraneo, rispetto alle 150 dello stesso periodo del 2020, un aumento di oltre il 200 per cento: una “tragica perdita di vite umane” che, secondo Sami,  sottolinea ancora una volta la necessità di ristabilire un sistema di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale coordinato dagli Stati membri dell’UE, poiché il deteriorarsi della situazione in Libia continuerà a costringere le persone a ricorrere a misure disperate per cercare sicurezza”. (@OnuItalia)