Rapporto UNICEF per i 30 anni della Convenzione: molti progressi, ma crescono disparità. Allarme vaccini

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ROMA, 18 NOVEMBRE – Un nuovo rapporto diffuso dall’organizzazione dell’Onu per l’infanzia (UNICEF) in occasione del trentennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, mostra che sono stati raggiunti dei buoni traguardi in alcuni settori, ma al contempo restano troppo alti i dati riguardanti ad esempio la mortalità che ne registra ancora 15 mila al giorno.
Il rapporto si intitola ”Ogni diritto per ogni bambino – La Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a un punto di svolta”, e rivela che negli ultimi 30 anni
i tassi globali di mortalità dei bambini sotto i 5 anni sono diminuiti di circa il 60%; il numero di bambini in età da scuola primaria che non vanno a scuola è diminuito dal 18 all’8%; i principi guida della Convenzione, e cioè non discriminazione, superiore interesse dei bambini, diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, il diritto alla protezione,hanno influenzato numerose costituzioni, leggi, politiche e pratiche a livello globale.

Tuttavia, sottolinea lo studio, questi progressi non sono stati realizzati ugualmente nel mondo: a livello globale, più di un bambino su quattro vive in paesi colpiti da conflitti o disastri naturali; il numero di gravi violazioni verificate contro i bambini durante i conflitti si è quasi triplicato dal 2010; quasi 20 milioni di bambini sono a rischio di contrarre malattie prevenibili con i vaccini; si stima che per il 2040, in tutto il mondo, una persona su quattro sotto i 18 anni (circa 600 milioni) vivrà in aree soggette a stress idrico molto elevato; solo nel 2018, sono morti ogni giorno mediamente 15mila bambini sotto i 5 anni, principalmente a causa di malattie curabili o per altre cause prevedibili; nel 2018 sono stati registrati circa 350mila casi di morbillo, più del doppio rispetto al 2017.

ALLARME MALATTIE: 800 MORTI AL GIORNO PER  MALATTIE DIARROICHE
Più di 800 bambini ogni giorno muoiono a causa di malattie diarroiche legate a un inadeguato approvvigionamento idrico e scarsità di servizi igienici e sanitari. Nel 2017, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati, solo la malaria ha causato 266mila morti sotto i 5 anni. Nei paesi a basso e medio reddito, i bambini delle famiglie più povere hanno il doppio delle probabilità di morire per cause prevenibili prima dei 5 anni rispetto ai bambini di famiglie più ricche. Secondo gli ultimi dati disponibili, solo la metà dei bambini delle famiglie più povere in Africa Sub Sahariana sono vaccinati contro il morbillo, rispetto all’85% dei bambini delle famiglie più ricche.
Nonostante siano oggi vaccinati più bambini che in passato, un rallentamento dei tassi di copertura vaccinale negli ultimi 10 anni sta minacciando di capovolgere i difficili traguardi raggiunti, si legge ancora nel dossier: la copertura vaccinale per il morbillo è agli stessi livelli dal 2010, contribuendo a una ricomparsa di questa malattia mortale in diversi paesi. Nel 2018 sono stati registrati circa 350mila casi di morbillo, più del doppio rispetto al 2017.

”Oltre alle sfide persistenti su salute, nutrizione e istruzione, i bambini oggi affrontano nuove minacce come il cambiamento climatico, gli abusi online e il cyberbullismo” ha da parte sua dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef, sottolineando come ”negli ultimi 30 anni sono stati compiuti importanti progressi per i bambini, molti di più vivono più a lungo, meglio e più in salute; gli ostacoli, però, continuano ad esserci per i più poveri e vulnerabili. Solo con l’innovazione, nuove tecnologie, volontà politica e incremento delle risorse aiuteremo a tradurre la visione della Convenzione in una realtà per tutti i bambini, ovunque”.

Francesco Samengo, direttore di Unicef Italia ha ricordano che sono in cantiere per mercoledì diverse iniziative in Italia, in collaborazione con partner istituzionali: a partire da #KidsTakeOver, in cui i bambini si sostituiranno ai grandi nelle loro funzioni e ‘Go Blue’, in cui le istituzioni locali si impegnano ad ‘illuminare’ di blu un monumento simbolico della città a testimonianza dell’impegno per i diritti dei bambini. Finora oltre 210 Comuni hanno aderito a questa iniziativa.