Unicef: primo giorno di vita per 395.000 bambini nel mondo, in Italia quelli che vivranno più a lungo

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foto da Pixabay

ROMA, 3 GENNAIO – Il primo giorno dell’anno secondo l’UNICEF sono nati nel mondo circa 395.072 bambini. Un quarto di essi avrà visto la luce in Asia Meridionale, in Italia circa 1.335. Sono le cifre diramate dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Infanzia che ha monitorato le nascite del 2019 prefigurando per ogni bambino un futuro legato alle condizioni del suo paese.

 

Così allo scoccare della mezzanotte, Sydney ha dato il il benvenuto a circa 168 bambini, Tokyo a 310, Pechino a 605, Madrid a 166, Roma a 89 e New York a 317 [il dato è riferito ai bambini che ogni giorno nascono negli Stati rappresentati dalle rispettive capitali, non a quelli che nascono specificamente in quelle metropoli].

In base al fuso orario, le isole Fiji, nel Pacifico, molto probabilmente hanno accolto il primo bambino al mondo nato nel 2019, mentre la costa occidentale degli Stati Uniti l’ultimo.

A livello globale, oltre metà di queste nascite dovrebbe avvenire in 8 soli Stati:
69.944 in India
44.940 in Cina
25.685 in Nigeria
15.112 in Pakistan
13.256 in Indonesia
11.086 negli Stati Uniti
10.053 nella Repubblica Democratica del Congo
8.428 nel Bangladesh.

In tutto il mondo, stima Unicef, le famiglie avranno dato il benvenuto a moltissimi Alexander e Ayesha, Zixuan e Zainab. I nomi più utilizzati in Italia saranno Sofia, Aurora, Leonardo, Alessandro e Lorenzo. Ma in diversi paesi molti bambini non riceveranno nemmeno un nome, poiché non supereranno il loro primo giorno di vita. Nel 2017, circa 1 milione di bambini sono morti nel giorno stesso in cui sono venuti alla luce, e 2,5 milioni nel loro primo mese di vita. La maggior parte di questi decessi sono avvenuti per cause che si sarebbero potute prevenire, come le complicanze a seguito di nascita prematura, durante il parto o per infezioni come sepsi e polmonite: queste morti sono una palese violazione del diritto fondamentale alla sopravvivenza, che spetta a ogni bambino (art. 6 della Convenzione).

Mentre un bambino nato in Italia nel 2019 vivrà probabilmente fino al 2103 – la prospettiva di vita più lunga al mondo con quelle di Spagna, Giappone e Svizzera , un bambino nato in Sierra Leone potrebbe statisticamente non superare il 2072.

”In questo inizio d’anno, impegniamoci a realizzare tutti i diritti di ogni bambino, a partire dal diritto alla sopravvivenza – ha esortato Francesco Samengo, Presidente di UNICEF Italia. ”Se facciamo degli investimenti per formare e dotare gli operatori sanitari locali di attrezzature, in modo che ogni neonato nasca in mani sicure, possiamo salvare milioni di bambini”.

Il 2019 segnerà anche il 30° anniversario dell’adozione della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che l’UNICEF ricorderà con eventi globali durante tutto l’arco dell’anno. Ratificando la Convenzione, i governi si sono impegnati, fra le altre cose, ad adottare misure concrete per salvare ogni bambino, fornendo assistenza sanitaria di buona qualità. Nei tre decenni passati, il mondo ha assistito a notevoli progressi per la sopravvivenza infantile: il numero di bambini nel mondo che sono morti prima di compiere 5 anni è stato più che dimezzato. Ma i progressi sono stati più lenti per i neonati: i bambini che muoiono nel primo mese costituiscono attualmente il 47% dell’intera mortalità infantile tra 0 e 5 anni.

La campagna dell’UNICEF #EveryChildALIVE (“Ogni bambino è vita”) chiede investimenti immediati per portare assistenza sanitaria di qualità, a un prezzo accessibile, a ogni madre e neonato. Ciò include una fornitura costante di acqua potabile ed elettricità alle strutture sanitarie di base, la presenza di operatori sanitari qualificati durante il parto, attrezzature e medicine sufficienti per prevenire e curare complicanze durante la gravidanza, il parto e subito dopo la nascita, oltre a ragazze e donne informate sui loro diritti a una migliore qualità dei servizi sanitari.

 

(@novellatop, 3 gennaio 2019)