UNIFIL: caschi blu italiani in esercitazione Green Zone

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Libano

TIRO (LIBANO MERIDIONALE), 3 GENNAIO – I caschi blu di Italbatt sono stati protagonisti di una esercitazione per testare il piano di intervento immediato in caso di rischio ambientale e sanitario all’interno e all’esterno delle basi ONU nel Libano del Sud.

L’esercitazione Green Zone 2020 e’ stata pianificata e organizzata dal comando di UNIFIL in stretto coordinamento con personale dell’Environmental Management Unit (EMU), unità per la supervisione e la gestione delle tematiche ambientali, e ha impiegato, in maniera sinergica e combinata, assetti delle unità di manovra del settore Ovest e delle forze armate libanesi (LAF).

Rispetto delle precauzioni anti-Covid

L’esercitazione e’ stata condotta alla vigilia di Capodanno nell’area addestrativa di Chawakeer, a Tiro, nel rispetto delle misure precauzionali legate all’emergenza Coronavirus.

LibanoHanno partecipato i peacekeepers di Italbatt, unità su base 3° reggimento bersaglieri rinforzata da militari del gruppo squadroni del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°), assetti sanitari e di sicurezza delle LAF e un team italiano specializzato CBRN (Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare) del 7° reggimento difesa CBRN “Cremona”.

Simulazione incendio con contaminazione ambientale

L’esercitazione ha simulato un intervento di emergenza ambientale causato dallo scoppio di un incendio con possibile contaminazione dell’area da agenti inquinanti.

Mentre assetti operativi di Italbatt e delle LAF hanno operato per garantire la sicurezza dell’area, squadre antincendio dell’esercito libanese e di nuclei specialistici CBRN del settore Ovest hanno consentito di estinguere l’incendio e di effettuare le attività di rilevazione, identificazione, campionamento e decontaminazione dei mezzi, dei materiali e del personale coinvolto nell’area di intervento. Un team sanitario delle LAF e’ intervenuto per il soccorso di un ferito trasportato in ospedale.

Collaborazione con Forze Armate Libanesi

Il comandante del Sector West, generale di brigata Andrea Di Stasio, ha rivolto un plauso particolare per il livello di addestramento e di interoperabilità raggiunto tra le unità dei diversi contingenti, ma soprattutto tra le unità di UNIFIL e le LAF.

“L’Italia è uno dei Paesi che maggiormente contribuisce allo sviluppo della capacità operativa delle Forze Armate libanesi”, ha detto Di Stasio, “grazie soprattutto a un approccio addestrativo improntato a praticità, flessibilità e all’attitudine empatica dei soldati italiani, riconosciuta sia a livello internazionale che da parte delle autorità militari libanesi”. (@OnuItalia)