UNODC: rapporto su traffico persone punta riflettori su bambini

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VIENNA, 2 FEBBRAIO – La percentuale di minori tra le vittime accertate del traffico di persone è triplicata negli ultimi 15 anni, con bambine e ragazze ragazze sono principalmente vittime della tratta per sfruttamento sessuale, mentre i maschi sono usati per il lavoro forzato. E’ quanto rivela il Rapporto Globale 2020 sul Traffico di Persone, presentato oggi a Vienna dall’Ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga e il Crimine (UNODC). Il Rapporto mostra che i trafficanti prendono particolarmente di mira le categorie piu’ vulnerabili, come migranti e disoccupati. La recessione indotta dal COVID-19 esporrà probabilmente un maggior numero di persone al rischio della tratta.

Il rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali di Vienna, Ambasciatore Alessandro Cortese, ha presieduto l’evento di lancio in cui e’ intervenuto il vice direttore politico della Farnesina Luca Franchetti Pardo per riaffermare l’impegno italiano nel contrasto al traffico in un momento in cui il COVID aggrava le vulnerabilita’.

In un video-messaggio, il Presidente dell’Assemblea Generale, Volkan Bozkir, ha sottolineato l’importanza di adottare decisioni proattive e innovative per affrontare l’abuso delle piattaforme digitali e rafforzare gli sforzi strategici per combattere questo tipo di crimine.

Il Rapporto globale sul traffico di persone è prodotto dall’UNODC ogni due anni, per informare una risposta efficace a questo crimine e collocarlo nel contesto dell’Agenda dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’edizione 2020 copre i dati del più grande database del mondo sulle vittime della tratta, compilando cifre da fonti ufficiali in 148 paesi. Analizza anche 489 casi giudiziari da 71 paesi, fornendo informazioni di qualita’ sui colpevoli e sulle caratteristiche di questo crimine.

Secondo il Rapporto, nel 2018 sono state individuate e denunciate da 148 paesi circa 50.000 vittime di tratta di esseri umani: quasi 800 in Italia. Tuttavia, data la natura di questo crimine, il numero effettivo delle vittime trafficate è certamente molto più alto.

“Milioni di donne, bambini e uomini in tutto il mondo sono senza lavoro, senza scuola e senza sostegno sociale nella continua crisi COVID-19, in questo modo a maggior rischio di traffico di esseri umani. Abbiamo bisogno di un’azione mirata per impedire ai criminali di approfittare della pandemia per sfruttare i vulnerabili”, ha detto la direttore esecutivo dell’UNODC Ghada Waly. “Il Rapporto mira a informare le risposte anti-tratta dei governi, a porre fine all’impunità e a sostenere le vittime come parte degli sforzi integrati per costruire un futuro dopo la pandemia.”

Le donne e le ragazze continuano ad essere gli obiettivi primari della tratta di persone. Per ogni 10 vittime rilevate a livello globale nel 2018, circa cinque erano donne adulte e due erano giovani ragazze. Circa il 20 per cento delle vittime del traffico di esseri umani erano uomini adulti e il 15 per cento erano giovani ragazzi. Negli ultimi 15 anni, il numero di vittime è aumentato, mentre il loro profilo è cambiato. La quota di donne adulte tra le vittime rilevate è scesa da oltre il 70 per cento a meno del 50 per cento nel 2018, mentre la quota di bambini è aumentata, da circa il 10 per cento a oltre il 30 per cento. Nello stesso periodo, la quota di uomini adulti è quasi raddoppiata, da circa il 10 per cento al 20 per cento nel 2018.

Nel complesso, il 50 per cento del traffico di persone aveva come scopo lo sfruttamento sessuale, mentre il 38 per cento sono state sfruttate per il lavoro forzato, il sei per cento sottoposte ad attività criminali forzate, mentre l’uno per cento è stato costretto all’accattonaggio e un numero minore a matrimoni forzati, prelievo di organi e altri scopi.

La quota di vittime per il lavoro forzato è aumentata costantemente per oltre un decennio. Queste persone sono sfruttate in una vasta gamma di settori economici, in particolare in quelli in cui il lavoro è svolto in circostanze isolate, tra cui l’agricoltura, l’edilizia, la pesca, le miniere e il lavoro domestico. (@OnuItalia)