Variety premia Cate Blanchett; attrice punta attenzione su Alessandra Morelli (UNHCR)

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The mayor of Anaklia (right) points across the Enuri River to Abkhazia. © UNHCR/M.Sunjic

GINEVRA, 28 GIUGNO – Premiata la scorsa settimana dalla rivista di spettacolo Variety per il suo lavoro umanitario con l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’attrice e regista Cate Blanchett immediatamente puntato i riflettori su Alessandra Morelli, una donna la cui carriera è stata dedicata all’aiuto ai rifugiati.

Blanchett ha ricevuto il premio Power of Women di Variety nel corso di una trasmissione intitolata “Lifetime Presents Variety’s Power of Women: Frontline Heroes” che celebrava l’impegno nella lotta contro la pandemia di COVID-19.

Piuttosto che attirare l’attenzione su di se’, l’attrice ha additato l’esempio di Alessandra Morelli, rappresentante dell’UNHCR in Niger, descrivendola come “una assoluta ispirazione”.

“Alessandra ha lavorato instancabilmente con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati per quasi 30 anni nelle aree di emergenza e di conflitto”, ha detto Blanchett. “Sono sicura che il costo mentale e fisico è stato enorme. E si è assicurata che i rifugiati avessero l’aiuto, la speranza e le risorse di cui avevano bisogno non solo per sopravvivere, ma anche per prosperare”, ha detto la Blanchett.

Nel 2014, un’autobomba suicida è esplosa accanto al veicolo su cui viaggiava a Mogadiscio. Morelli sopravvisse, ma altri sette furono uccisi.

La sua carriera presso l’UNHCR comprende incarichi nell’ex Jugoslavia, Afghanistan, Ruanda e l’Indonesia dopo lo tsunami del 2004. Nel 2016 ha guidato la prima risposta di emergenza dell’agenzia in Grecia, a fronte di oltre un milione di persone fuggire da carestie, guerre e violenze.

Dall’ottobre 2017 è rappresentante in Niger, nel cuore del Sahel, in un paese crocevia della rotta migratoria del Mediterraneo centrale verso l’Europa attraverso la Libia. Recentemente, l’UNHCR ha annunciato che la violenza in alcune parti della Nigeria nordoccidentale ha costretto in aprile circa 23.000 persone a cercare sicurezza nel Niger.

‘Il mio lavoro presso l’UNHCR è quello di garantire che le persone che sono senza casa, che sono fuggite dai loro paesi, siano nutrite. Garantiamo che ricevano acqua pulita e potabile. Garantiamo che i malati possano accedere all’assistenza sanitaria “, ha affermato Morelli.

“In pratica stiamo dicendo: ‘Non preoccuparti, non sei solo’. Cerchiamo di farli sentire al sicuro”, ha detto la rappresenetante UNHCR. La pandemia ha reso questo compito più difficile e l’UNHCR ha risposto distribuendo sapone e diffondendo messaggi di sanità pubblica.

Blanchett ha descritto Morelli è un esempio di resilienza. Morelli, da parte sua, ha applicato il termine a molti dei rifugiati che ha incontrato nel suo lavoro. (@OnuItalia)