Venezia: Comune invia a UNESCO lista di “cose fatte” per evitare black list

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VENEZIA, 1 LUGLIO – Attenzione all’ambiente, alla sicurezza, alla residenzialità ma anche i primi tentativi per regolare i flussi turistici. La città di Venezia ha inviato oggi una nuova lista di ‘cose fatte’ all’Unesco per non entrare nella paventata lista nera dei siti considerati “in pericolo”. L’elenco e’ stato inviato dal sindaco Luigi Brugnaro, che ha ripercorso i punti segnati a favore di Venezia tra cui gli autobus in servizio al Lido, che dal 2020 funzioneranno solo a propulsione elettrica, mentre i vaporetti andranno tutti a bio-disel.

Per la sicurezza, è stato aumentato il numero degli agenti della polizia locale, con una nuova sala controllo, introdotto il nuovo regolamento di polizia urbana con i Daspo urbani e l’attenzione al decoro e mantenuto l’ospedale Civile in classe ‘uno’.

Per la residenzialità, ha aggiunto Brugnaro, sono state recuperate e restaurate tutte le case di proprietà del Comune che stanno andando a bando, favorendo giovani coppie con bambini. Ma anche è stata anche ridisegnata la mappa dei posti barca e del parcheggio comunale con spazi sicuri per le biciclette.

Sul fronte del turismo, sono stati sperimentati i ‘tornelli’, redistribuiti gli accessi in città, e implementato un sistema di informazioni per evitare ‘assalti’ nei giorni già caldi dell’anno. Quindi l’introduzione del ‘contributo di accesso’ – non ancora entrata in funzione – per evitare il turismo mordi e fuggi, il controllo degli affitti turistici, e il blocco triennale delle licenze takeaway.

L’inserimento di Venezia nella lista dei siti UNESCO in pericolo era stato chiesto nei giorni scorsi da varie organizzazioni tra cui Italia Nostra dopo l’incidente che ha coinvolto una grande nave nel Canale della Giudecca. Senza tutela dallo Stato, secondo l’Associazione, che gia’ nel 2011 e nel 2012 aveva inviato 3 lettere all’Unesco ottenendo l’invio nel 2015 di una commissione cui sono seguite alcune raccomandazioni rispettate solo in parte, non ha senso mantenere Venezia nella World Heritage List, aveva sostenuto Italia Nostra presentando un contro-dossier che accusava il comune di omissioni. (@OnuItalia)