Diritti umani: Venezuela e Siria nel mirino dell’Onu, crimini contro l’umanità

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Il presidente Maduro

(ANSA) – GINEVRA, 15 SET – I team delle Nazioni Unite che indagano sulle violazioni dei diritti umani nei paesi teatro di guerra o di gravi crisi hanno esaminato la situazione di Venezuela e Siria.

Per il paese sudamericano l’Onu ha decretato che il presidente Nicolas Maduro e membri di spicco del suo governo sono responsabili di crimini contro l’umanità. Si tratta del primo rapporto del team di inchiesta che in oltre 400 pagine parla di un uso sistematico di tortura e di omicidio dal 2014. Gli investigatori dell’Onu hanno “buone ragioni per credere che il presidente”, così come il ministro dell’Interno e quello della Difesa, “abbia ordinato o contribuito a ordinare i crimini accertati”, spiega in una nota Marta Valinas, che guida la squadra creata un anno fa dal Consiglio Onu per i diritti umani.

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Scontri a Caracas

Alcuni di questi crimini, “comprese le uccisioni arbitrarie e l’uso sistematico della tortura rientrano nei crimini contro l’umanità”, ha detto. “Questi atti sono molto lontani dall’essere isolati, questi crimini sono stati coordinati e commessi in nome delle direttive statali con piena conoscenza dei fatti e con il supporto diretto di alti ufficiali e alti funzionari del governo”, prosegue il rapporto di 411 pagine. Gli investigatori hanno invitato le autorità venezuelane a condurre immediatamente “indagini indipendenti, imparziali e trasparenti”. Il rapporto ritiene inoltre che altri organismi, tra cui la Corte penale internazionale, “dovrebbero anche prendere in considerazione azioni legali contro le persone responsabili di queste violazioni e crimini identificati dalla missione”, ha detto Valinas. Il team Onu, che è riuscito a visitare il Venezuela, ha basato i risultati del suo rapporto su 274 interviste a distanza con vittime, testimoni, ex funzionari statali e altri, e analisi di documenti riservati, compresi i fascicoli di casi legali.

Quanto alla Siria, secondo l’Onu nuovi possibili crimini contro l’umanità sarebbero stati perpetrati dal governo siriano. Nonostante una relativa riduzione delle ostilità, i siriani continuano a subire gravi violazioni dei diritti umani, denunciato la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria.
In un rapporto reso noto a Ginevra, la Commissione afferma di “avere ragioni di ritenere che il governo siriano abbia continuato a perpetrare i crimini contro l’umanità come sparizioni forzate, omicidio, tortura, violenza sessuale e reclusione. In alcuni casi, questi atti possono anche costituire crimini di guerra. Il rapporto di 25 pagine, relativo al periodo dall’11 gennaio al primo luglio 2020, documenta le continue violazioni e abusi da parte “di quasi tutti gli attori del conflitto che controllano il territorio in Siria” . Il rapporto evidenzia una moltitudine di violazioni legate alla detenzione da parte delle forze governative, dell’Esercito nazionale siriano (SNA), delle Forze democratiche siriane (SDF), di Hay’at Tahrir al-Sham e di altre parti in conflitto, nonché un aumento di abusi mirati come omicidi, violenza sessuale e di genere contro donne e ragazze e saccheggio o appropriazione di proprietà privata. “Per quasi un decennio tutti gli appelli a proteggere donne, uomini, ragazzi e ragazze sono stati ignorati. Non ci sono mani pulite in questo conflitto, ma lo status quo non può durare “, ha osservato il presidente della Commissione d’inchiesta Paulo Pinheiro.