World in 2030, in rapporto UNESCO clima e biodiversità le maggiori preoccupazioni

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ROMA, 8 APRILE – World in 2030: il nuovo sondaggio globale dell’UNESCO rivela che cambiamento climatico e perdita di biodiversità sono tra le maggiori preoccupazioni per il futuro, soprattutto per i giovani. Seguono guerre, discriminazione e disuguaglianza e mancanza di cibo, acqua e alloggi
L’anno scorso, in piena pandemia, l’UNESCO aveva avviato un’indagine per capire le sfide che le persone stavano affrontando e le soluzioni che venivano avvertire come necessarie., anche in vista del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.sviluppo sostenibile
Oltre !5.000 risposte provenienti da tutto il mondo, la metà delle quali da giovani under 35, hanno descritto le loro maggiori preoccupazioni per il futuro. Daò sondaggio è emerso anche che l’istruzione rappresenta la soluzione cruciale per quasi tutte le principali sfide, attraverso l’insegnamento della sostenibilità ambientale, della tolleranza e del rispetto della diversità, rafforzando le competenze digitali e l’alfabetizzazione ai media e all’informazione, sulla base della necessaria qualità dell’insegnamento per tutti. Soltanto pochi intervistati ritengono che la cooperazione tra Stati possa essere raggiunta con successo, nonostante quasi tutti la avvertano come importante per superare le sfide attuali.

Il lavoro dell’UNESCO fa parte di un nuovo processo di consultazione al fine di contribuire alla strategia a medio termine dell’organizzazione delle Nazioni Unite. Il sondaggio World in 2030 era un questionario online aperto da maggio a settembre, disponibile in più di 25 lingue e che ha attratto soprattutto i più giovani: il 57% dei partecipanti aveva meno di 35 anni e il 35% era sotto i 25 anni
”Le persone erano più preoccupate per l’aumento dei disastri naturali e condizioni meteorologiche estreme, perdita di biodiversità, rischio di conflitti o violenza, impatti sugli oceani e, soprattutto, che ci fosse sempre meno speranza di essere in grado di risolvere il problema – valuta l’UNESCO – Per affrontare questa sfida, gli intervistati hanno privilegiato gli investimenti in soluzioni verdi, l’educazione alla sostenibilità, la promozione della cooperazione internazionale e la creazione di fiducia nella scienza”.
Commentando il rapporto, la direttrice generale dell’agenzia, Audrey Azoulay, ha sottolineato che ”Sono necessari maggiori sforzi per affrontare le preoccupazioni specifiche delle persone e il multilateralismo è il modo per farlo. Ripristinare la fiducia nel multilateralismo richiede l’attuazione di progetti concreti e di impatto, e questo è al centro del ruolo della nostra Organizzazione”. Mentre il 95% degli intervistati ha affermato che la cooperazione tra i Paesi è importante per superare queste sfide, solo 1 su 4 ha dichiarato di essere fiducioso sul fatto che il mondo alla fine possa raggiungere questo obiettivo.

Foto di Carlos Grury Santos

Le 68 pagine di The World in 2030”contengono anche approfondimenti sulle preoccupazioni specifiche per ciascuna delle 11 principali sfide globali e le soluzioni necessarie per superarle nel prossimo decennio. Analizza anche i risultati attraverso problematiche regionali, di genere, di età e demografiche di altro tipo, presentando un quadro complesso e prezioso del sentimento globale su queste questioni chiave.
L’istruzione e l’apprendimento sono stati evidenziati come l’area della società più bisognosa di essere ripensata alla luce della pandemia di Covid-19 (47%), seguita dal rapporto tra uomo e natura (45%) e dalla cooperazione scientifica e condivisione della ricerca (40%).
L’Unesco conclude: ”Presi nell’insieme, i risultati suggeriscono non una mancanza di apprezzamento dell’importanza del multilateralismo, ma piuttosto una crisi di fiducia nella