Yemen: Roberto, infermiere di Emergency, racconta i corsi di formazione nell’ospedale di Sanaa

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SANAA, 4 GIUGNO – Roberto è infermiere di Emergency nello Yemen dilaniato dalla guerra, colpito dalle malattie e dalla malnutrizione dei suoi bambini. Ecco il suo racconto di una nuova, positiva esperienza.
”La stanza è pulita, silenziosa e c’è la luce giusta.
Davanti a noi, medici, infermieri, autisti di ambulanza. Non indossano camici, sono ‘in borghese’, vestiti con giacche e camicie in alcuni casi persino eleganti.
“Che ore sono?”
“Le nove”.
“Ok, iniziamo”.
Siamo dentro all’Al-Tahwra Hospital di Sana’a, l’ospedale governativo più grande dello Yemen. Non siamo in sala operatoria, né in un ospedale affollato o in una stanza con i letti pieni. Non vediamo i feriti, i pazienti arrivare, le barelle che corrono…
Cosa ci facciamo qui?
Da qualche giorno, nel Centro di formazione di quest’ospedale, abbiamo inaugurato il primo di sei corsi di formazione sul trattamento pre-ospedaliero dei pazienti con trauma grave – PHTC (Prehospital Trauma Care) per quelli a cui piacciono le sigle. Cinque giorni di corso, lezioni, discussioni in aula, esercitazioni pratiche per 120 persone.
Mentre Matteo, il nostro infermiere e focal point per le attività di formazione, sta spiegando il trattamento dei pazienti con trauma cranico, i colleghi yemeniti lo seguono alternando lo sguardo tra lui e Hend, la collega locale che traduce dall’inglese all’arabo. Tra poco ci metteremo in ginocchio, intorno a un manichino, per mettere in pratica quello che Matteo ha spiegato.Yemen

Terminati i corsi qui a Sana’a, sarà la volta di Hajjah, nel nord-ovest del Paese.
Lì ci stiamo impegnando per trasformare un edificio bombardato in un Centro chirurgico per vittime di guerra dove offrire cure e assistenza salvavita alle vittime di un conflitto e una crisi umanitaria gravissimi.
Perché lo Yemen?
Perché c’è la guerra.
Perché i feriti che sono là fuori non hanno bisogno solo delle nostre professionalità, ma anche e soprattutto delle nostre competenze.
Perché qui, come in Italia e in ogni altro Paese, ogni malato ha diritto alla migliore cura possibile.
Perché “i pazienti non ci hanno scelto, siamo noi ad aver scelto loro”.
E allora formarsi non è più una scelta, diventa un dovere”.
— Roberto, infermiere di EMERGENCY